1000 Miglia: il ritorno della Cisitalia


Se il museo ottocentesco era, prima di tutto, un luogo di conservazione e di studio, il museo contemporaneo – se vuole continuare a vivere – deve aggiungere la divulgazione e l’emozione ai suoi compiti istitutivi. Anche per questo stiamo correndo la Mille Miglia. Cos pensa Mariella Mengozzi, da un anno direttrice del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, che ha tolto la Cisitalia MM Spider dalla bacheca e l’ha rimessa in pista. Una di quelle proposte che non si possono rifiutare – sorride la Mengozzi – nata quasi per scommessa con Ermanno De Angelis e la sua Adrenaline24h. Un uomo (e la sua compagna, Nunzia Del Gaudo, navigatore al suo fianco) da sempre impegnati nelle competizioni e tante occasioni di farne spettacolo. Eni e Agip Novecento hanno immediatamente aderito al progetto Cisitalia, facendosi carico di gran parte dei costi di restauro, partiti – per fortuna – da una vettura in buona forma.

La 202 SMM tornata a correre quest’anno appartiene al Museo torinese dal 1996 e per ventidue anni non ha messo le ruote in strada. Costruita tra il ‘47 e il ‘48, ne furono realizzati una ventina di esemplari: quello del MAUTO uno dei dieci tuttora esistenti. In base alle ricerche effettuate dal Centro di Documentazione del museo, la vettura fu acquistata dal notaio Federico Andreini nel 1947, anno di produzione, e da lui portata in Argentina dove, fino al ‘52, partecip a numerose gare. Nel 1986 venne venduta a un collezionista di nome Enrique, che la sottopose ad un primo intervento di restauro delle parti meccaniche. Ne cambi anche il colore – dall’originale rosso alla livrea argento – per partecipare al Rally de Las Cumbres a Cordoba (Argentina) e alla 1000 Miglia del 1987. Alla fine degli anni Ottanta venne acquistata da un privato americano e restaurata nella carrozzeria, tappezzeria e meccanica, prima di tornare definitivamente in Italia. 

La Cisitalia Nuvolari (cos ribattezzata perch Tazio ne port al successo una identica, nell’edizione ’47 n.d.r.) non dar solo spettacolo attraversando l’Italia come ambasciatrice del MAUTO. “E’ il primo tassello di un progetto di arricchimento – spiega ancora la direttrice – e che vedr le corse  molto pi rappresentate nelle nostre gallerie. Oggi, chi ci visita, rimane a bocca aperta nella grande sala della Formula 1, dove capolavori reali e tecnologia virtuale si rubano la scena. Ma forse l’epopea delle competizioni un po’ isolata. Mentre in realt accompagna le vicende fin dall’inizio.” Il progetto 2020 prevede uno spazio tutto nuovo dedicato alle corse italiane, leggendarie e uniche al mondo. Mille Miglia e Targa Florio per cominciare. Ma anche le sempre citate “corse in salita” che in ogni regione furono la palestra di piloti, progettisti e persino carrozzieri. 

Nella primavera del 2020 – riprende Mengozzi – ospiteremo una mostra multimediale costruita intorno al ritrovamento delle 40 mila lastre dell’archivio fotografico Scoffone. Noi narreremo una pagina piemontese dell’agonismo, la celebre “Cuneo-Colle della Maddalena”, presentando in con immagini statiche ed animate gli assi del volante, le vetture, i meccanici, il pubblico degli anni ruggenti. Un’idea nata con il Comune di Cuneo e che in parte rimarr patrimonio del nostro Museo.”  Se vero che, come scrive lo storico Fred Simeone, “le competizioni sono cominciate quando stata costruita la seconda automobile”, il ruolo dell’agonismo non ha fatto bene solo alla diffusione delle quattro ruote, ma fu perfetto per propagandare i pi vari contenuti. In Italia, restando in tema di Mille Miglia, la costruzione delle strade moderne e persino le “conquiste” del Fascismo. 

Il MAUTO – che racconta davvero la storia del ventesimo secolo attraverso l’auto – dar in futuro molto spazio allo sport, cominciando con una kermesse per i 70 anni della Formula 1 (da marzo a ottobre 2020) e poi, in autunno, con la storia dei rally. “E’ una scelta doverosa – spiega ancora la direttice – che un po’ viene anche dai miei trascorsi alla Ferrari. Veder attraversare l’Italia da una Cisitalia con i colori del Museo davvero emozionante. E porta a spasso il nostro mesaggio. Che anche quello della collaborazione con altri musei, nazionali e internazionali e di gemellaggio con luoghi importanti, come Fabriano e Vinci per l’edizione di quest’anno.” 

Ancora qualche informazione sulla Cisitalia 202 SMM. E’ la versione aerodinamica della mirabile coup disegnata da Giovanni Savonuzzi (poi “ritoccata” e prodotta da Pininfarina) ed esposta – prima auto della storia – al MOMA di New York nel 1951. Un esempio di impostazione stilistica quanto mai originale.: la scocca interamente in alluminio, con le pinne appena accennate sui parafanghi posteriori. Piero Dusio, patron della Cisitalia, volle che fosse Nuvolari a pilotare una delle sue vetture, soprattutto per fini promozionali. Il “mantovano volante”, non pi giovane n in perfetta salute, fu artefice, nel ’47, di una gara strepitosa fin dalla tappa di Roma. Ma in prossimit del traguardo, le condizioni atmosferiche divennero particolarmente avverse per il pilota mantovano, alla guida di una vettura aperta. Ne approfitt il duo Biondetti-Romano a bordo dell’Alfa Romeo 8C 2900B, dal chiuso del loro abitacolo, aggiudicandosi la vittoria. Il posto d’onore conquistato da Nuvolari comunque di grande valore e confer un rinnovato credito alla soluzione della carrozzeria aperta, leggera e maneggevole.

17 maggio 2019 (modifica il 17 maggio 2019 | 12:56)

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