“250mila alla Lega e 150mila al Pd”


Il progetto del nuovo stadio della Roma

Il progetto del nuovo stadio della Roma

Una cifra che supera i 400 mila euro. Denaro che l’imprenditore Luca Parnasi, nella sua attività capillare di finanziamento alla politica, ha garantito all’associazione “Più Voci”, la onlus considerata vicina alla Lega, e alla fondazione Eyu, legata al Pd: è questo il risultato delle indagini della Procura di Roma nata intorno al progetto per il nuovo stadio che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle. Una accelerazione nell’attività istruttoria arrivata dopo la decisione dei pm di non procedere con la richiesta di giudizio immediato. Un passaggio di denaro non direttamente connesso alla questione stadio che però rimane ancora avvolta nella nebbia: nessuna certezza, ancor oggi, sui tempi di realizzazione del progetto.

“il sistema parnasi”
Si punta ad approfondire in primis quello che è stato ribattezzato come il “sistema Parnasi”, i soldi destinati a politici e strutture vicine ai partiti. Per l’associazione “Più Voci” il costruttore nel 2015 ha garantito un finanziamento di 250 mila euro. Parte dell’incartamento di questo filone è stata inviata per conoscenza dai pm di piazzale Clodio ai colleghi della Procura di Genova che indagano sui fondi della Lega. Una iniziativa che però non ha svuotato l’attività di indagine al punto che gli inquirenti stanno effettuando una serie di verifiche per accertare se quella dazione di denaro era destinata in modo illecito al movimento guidato da Matteo Salvini.


Centemero e bonifazi
In tal senso è al vaglio la posizione di Giulio Centemero, tesoriere della Lega, che potrebbe rischiare l’accusa di finanziamento illecito. Una fattispecie penale che i magistrati romani contestano, invece, a Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd nonché deputato e legato alla fondazione Eyu. Proprio in questo ambito ieri è stato convocato a piazzale Clodio Parnasi per un interrogatorio durato poco più di un’ora. Nel corso dell’atto istruttorio gli inquirenti si sono soffermati su una singola intercettazione ambientale, non presente negli atti fino ad ora depositati, dove sono carpiti i dialoghi di un incontro svolto prima delle elezioni del 4 marzo, tra Parnasi, Bonifazi e Domenico Petrolo di Eyu e che aveva come oggetto il finanziamento da 150 mila euro in vista delle politiche del 4 marzo scorso. “Ho avuto vari colloqui con Bonifazi – ha sostanzialmente detto l’imprenditore – sia in luoghi istituzionali che altrove”. Nel corso dell’interrogatorio il costruttore avrebbe ammesso che quel dialogo, che verte sul finanziamento in vista delle elezioni politiche, è avvenuto negli uffici di Bonifazi e ciò renderebbe inutilizzabile l’intercettazione in quanto avvenuta in ambienti coperti da immunità parlamentare. Nei prossimi giorni l’attività indagine potrebbe proseguire con nuovi interrogatori. Gli inquirenti, infatti, intendono chiudere in tempi brevi, forse già entro l’autunno.

 Gasport 

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