“A Bologna esonero immeritato. Non sono preoccupato”


Stefano Pioli, 53 anni. Lapresse

Stefano Pioli, 53 anni. Lapresse

Una vittoria nelle ultime sette gare, quattro rimonte consecutive subite ed una sosta per le Nazionali che ha portato via Pezzella e Pjaca ai viola. Entrambi assenti domani contro il Bologna. “Ho tante soluzioni, non sono preoccupato” rassicura Pioli. Certo non contento del dover fare a meno di capitano e numero 10. “Davanti ho molti elementi che possono giocare in quella posizione, dietro spazio a Ceccherini o Laurini. Il primo forte fisicamente e sull’uomo, Laurini dopo qualche problema fisico ha recuperato e sta bene”.

70% OK
Il pareggio del Frosinone al 90’ ha fatto male al pianeta viola. Anche perch essere rimontati ormai non piu una novit. “Abbiamo avuto due settimane di lavoro, anche se molti ragazzi erano in Nazionale. Siamo pronti per una partita difficile ed importante come quella di domani. Dobbiamo lavorare sui nostri errori come la gestione della gara, del vantaggio e dei finali. Siamo la squadra pi giovane d’Europa, ma sappiamo comunque di dover migliorare. Poi il risultato condiziona i vostri giudizi e le vostre sensazioni. Stiamo vivendo un momento dove il fatto di non chiudere le partite ci ha tolto delle vittorie importanti ed i risultati ovviamente aumentano entusiasmo e fiducia. Il 70% di ci che stiamo facendo comunque positivo”.


SFIDA DA EX
“A Bologna sono stato bene, sono stati due anni e mezzo positivi, l’esonero poi stato immeritato. Noi allenatori lo riteniamo spesso cos, ma quello lo era veramente. comunque stata una bella esperienza. Domani sar una gara importante, poi non siamo il Real Madrid o il Barcellona e quindi le partite vanno sudate ed interpretate in ogni contesto. Anche loro vanno molto meglio in casa, dovremo lottare, correre e dare tutto”.

STRADA GIUSTA
Ancora Pioli. “Non servono rivoluzioni, dobbiamo continuare seguendo i nostri principi di gioco. Lavorando sulla pressione, sul recupero del pallone, sui movimenti offensivi. Poi abbiamo alcune caratteristiche specifiche proprio per come siamo costruiti, essendo nati per giocare il pallone”.

 Giovanni Sardelli 

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