A che punto è l’iter per l’abolizione del passaggio tra ora solare e ora legale


Sono passate poche settimane dall’annuncio del presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, relativo all’abolizione del cambio tra ora legale e ora solare in tutta Europa. In seguito alla diffusione dei risultati di un sondaggio commissionato proprio dall’organismo Ue, sondaggio che ha rivelato che la maggior parte dei cittadini europei che hanno partecipato alla rilevazione si dicono contrari al meccanismo ora legale-ora solare, Juncker ha dichiarato che sarebbe stato immediatamente avviato l’iter per l’abolizione del passaggio tra ora solare e ora legale e che già dal 2019 gli stati europei avrebbero potuto fare a meno di spostare le lancette durante l’anno. Ma a che punto è davvero l’iter per l’abolizione della storica convenzione oraria? A quanto pare è pressoché fermo perché numerosi capi di governo Ue non vedono affatto di buon occhio questa abolizione.

Il Consiglio dell’Unione Europea, l’organo che riunisce i ministri dei 28 stati membri dell’Unione, sta in questo periodo discutendo della misura, ma l’accordo sulla sua abolizione entro dicembre appare impossibile da trovare. Nel caso la decisione dovesse slittare all’anno prossimo, la questione sarebbe affrontata dalla prossima Commissione Europea, che si insedierà dopo le elezioni europee di maggio 2019. Nei mesi scorsi, la Commissione ha proposto sia al Parlamento Europeo che al Consiglio dell’UE di lasciare che ogni stato potesse decidere se mantenere o no la convenzione dell’ora legale, ma questa disposizione potrebbe creare numerosi problemi a imprese e cittadini europei.

Secondo quanto scrive Politico, i ministri dei Trasporti dei 28 paesi europei hanno chiesto di spostare la decisione relativa all’ora legale al 2021. Il ministro austriaco, Norbert Hofer, che detiene l’attuale  presidenza del Consiglio, ha dichiarato che al momento non c’è il sostegno di abbastanza paesi per abolire il cambio dell’ora entro il 2019 e che servirebbero almeno altri 18 mesi per preparare una riforma dettagliata che tenga conto di ogni riflesso economico che questa abolizione potrebbe comportare, dagli orari per la mungitura delle mucche a quelli di treni e aerei. Portogallo, Grecia e Regno Unito hanno dichiarato che anche dovesse venir meno l’obbligo dell’ora legale continueranno comunque a tenere il cambio tra ora legale e ora solare durante l’anno, mentre Cipro, Irlanda, Italia, Francia, Danimarca e Paesi Bassi non hanno ancora deciso cosa fare. Gli altri paesi si sono invece detti a favore dell’abolizione dell’ora legale.


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