A Roma ci sono più prostitute laureate che sieropositive


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Cristiano Laruffa / AGF 


 Una prostituta lungo una via consolare a Roma




Per due anni, dall’ottobre 2016 all’ottobre 2018, gli operatori della Fondazione Villa Maraini-CRI  hanno incontrato a Roma 1.651 ‘operatori del sesso’ nel corso di 52 uscite in strada  in cui medici e psicologi si sono occupati della salute di una categoria vulnerabile che ha circa 9 milioni di clienti all’anno.

Ecco i numeri di questa ricerca:

  • 1.902 i test HIV ed HCV somministrati ad un campione di 951 Sex Workers con età media di 25 anni, 76% sono femmine, 23,7% transessuali, 0,3% uomini; provenienti per il 1,7% dall’Italia per il 52,40% Est Europa il 21,9% Africa e 23,80% da Sud America, 0,2% altro. I risultati sono in linea con la media nazionale con un 4,3% di positivi HIV e lo 0,6% all’HCV. Il 10,7% si è ammalato di MTS nell’ultimo anno.
  • Il 6,1% sono laureate spesso in materie sanitarie e comunque l’82,2% hanno terminato le scuole dell’obbligo. Il 12,60% ha un partner fisso, di cui il 6,2% ha coniuge e 6,4% un convivente.
  • Il 53,7% dichiara di aver subito atti di violenza ed il 68,3% lavora 7 giorni su 7.
  • Il 17,20% dichiara di non usare il preservativo; mentre l’81,70% dichiara che il cliente chiede di non usarlo.
  • Il 25,2% consuma sostanze stupefacenti di cui il 73,7% è cocaina.

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