“Al Chelsea il gol più bello. Liverpool? Vorrei rigiocarla…”


Edin Dzeko, 32 anni, alla Roma dal 2015. Ansa

Edin Dzeko, 32 anni, alla Roma dal 2015. Ansa

Il pagliaccio per antonomasia è Manolas, il difensore più duro da affrontare Sergio Ramos e la partita da rigiocare è la semifinale d’andata contro il Liverpool, quella della Champions della scorsa stagione. Edin Dzeko si è confessato così oggi a Reddit, rispondendo un po’ a tutte le domande che gli utenti gli presentavano a raffica.

il passato e la roma
L’attaccante bosniaco ha tratteggiato un po’ tutta la sua carriera, quella vissuta nei club ad alti livelli. Iniziando ovviamente dal Wolfsburg. “Vincere la Bundesliga è stato uno dei miei ricordi più belli. Io e Grafite eravamo un’ottima coppia davanti e alle nostre spalle abbiamo avuto uno dei migliori numeri dieci di sempre, Misimovic. Eravamo una squadra completa, con giocatori forti ovunque”. Poi l’avventura al City, in Inghilterra, dove Dzeko vinse un titolo al fotofinish, fornendo l’assist decisivo ad Aguero. “In quella ultima partita contro il Qpr tutti si ricordano del suo gol, ma senza il mio assist tutto quello che è successo poi non sarebbe potuto succedere. Ma a me va bene così. Al City ho trovato anche il compagno più “filosofico” di tutti: Kompany, interessato a tante cose che vanno oltre il calcio, con sé aveva sempre dei libri. Come De Rossi, un altro che può vedere la partita in anticipo”. E quindi l’attualità. E cioè la Roma: “Qui il mio ricordo più bello deve ancora venire. Anche se la serata vissuta contro il Barcellona è stata bella. La semifinale d’andata contro il Liverpool è la gara che rigiocherei, lì ci siamo complicati le cose per la sfida di ritorno. Ma in giallorosso penso anche di aver segnato il gol più bello della mia carriera, quello realizzato al Chelsea. Anche se il mio preferito è un altro, quello che segnai al mio esordio con la nazionale bosniaca, contro la Turchia. Un bel gol, all’angolino alto”.


in nazionale
Già, la Bosnia, l’altro grande amore di Dzeko dopo la famiglia. “Devo a tutto alla mia famiglia ed a mio padre, se ripenso ai tanti ostacolo vissuti da piccolo, durante la guerra. C’è un’altra partita nella mia carriera che vorrei rigiocare ed è una partita della nazionale: la prima al Mondiale del 2014, contro la Nigeria, quando abbiamo perso e l’arbitro ci ha annullato un gol valido. Siamo usciti per quella sconfitta lì”. E poi in nazionale ne ha affrontati di avversari. E di difensori. “Sergio Ramos è sicuramente uno dei migliori che ho affrontato in assoluto. Ci ho giocato contro tante volte, tra City, Roma e nazionale. Manolas, invece, è il pagliaccio dello spogliatoio: parla 24 ore su 24, non si ferma mai”. Esattamente come lui, che le gioca un po’ tutte. Adesso si riparte da Udine, dove la Roma punta a tornare a casa con tre punti pesanti.

 Andrea Pugliese 

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