Al governo diciamo di fermarsi


Al via la nona edizione della Leopolda, la tre giorni organizzata dalla corrente renziana del Partito Democratico a Firenze. L’edizione di quest’anno si intitola “Ritorno al futuro” e al centro del dibattito della kermesse ci sarà la discussa manovra finanziaria varata dal governo M5S-Lega. Nella prima giornata di Leopolda, l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan hanno presentato una vera e propria “contro-manovra” e hanno invitato l’esecutivo giallo-blu a fermarsi e a non proseguire con lo scontro in sede europea, onde evitare conseguenze economiche peggiori al Paese. “Noi al Governo diciamo: fermatevi, siamo ancora in tempo, se venissero accettate le nostre proposte, lo spread si dimezzerebbe immediatamente. Lo dico con parole poco tecniche, ma stiamo rischiando l’osso del collo”, ha dichiarato Matteo Renzi.

“Preoccupa la direzione in cui sta andando il Paese. Preoccupa la velocità con cui ciò avviene e lo suggeriscono vari indicatori, non solo lo spread. Da maggio a oggi, con questo governo, il Paese si è autotassato, per usare un eufemismo, per svariati miliardi. La direzione di marcia è sbagliata e ciò che preoccupa maggiormente è che forse nessuno sta guidando questa marcia. Rischiamo di essere travolti da un’onda di piena. Se arriveremo a 400 punti vedremo cosa fare chi dice questa frase è un uomo finito e il Paese rischia di essere già finito. Ecco perché abbiamo deciso di fare delle proposte che possano almeno interrompere questo processo”, ha invece spiegato l’ex ministro Padoan.

La “contro-manovra” in salsa renziana prevede in sostanza una riduzione graduale del deficit al 2,1% nel 2019, all’1,8% nel 2020 e al 1,5% nel 2021, assetto che “avrebbe un immediato effetto sia nei confronti della Commissione Europea che dei mercati e permetterebbe di recuperare i tagli fatti ad Ace (Aiuto alla Crescita Economica), Ecobonus e Iri (Imposta sul Reddito Imprenditoriale), sia prevedere un investimento per la crescita”. La contro-manovra inoltre prevede l’abolizione totale dell’imposta di registro per rilanciare il settore immobiliare (4,8 miliardi), una misura da 4 miliardi di euro una tantuma per finanziare opere idrogeologiche e di edilizia scolastica con la riapertura del progetto Casa Italia, la cancellazione totale dell’Irap con effetti per 13.8 miliardi sul saldi del 2020 e l’estensione dell’Assegno Universale ai figli di lavoratori autonomi e incapienti.


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