Al Sud i posti di lavoro sono più di quelli percepiti


“Il momento cruciale è la proposta di lavoro. Se sarà l’agenzia privata a trovare la proposta giusta, sarà compensata con il triplo di 780 euro. Se sarà il centro pubblico, sarà l’impresa che assume il lavoratore ad avere lo stesso bonus. 780 euro moltiplicati per tre“. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio nel libro di Bruno Vespa ‘Rivoluzione. Uomini e retroscena della Terza Repubblica’, che uscirà il prossimo 7 novembre, parlando delle modalità di gestione della ricerca di lavoro per coloro che riceveranno il reddito di cittadinanza.

Secondo il vicepremier pentastellato i posti di lavoro disponibili nel Mezzogiorno sono “molti di più di quelli che si percepiscono. Tutti quelli che cercano lavoro, dagli inoccupati agli inattivi che non si sono mai iscritti alle liste del vecchio collocamento, dovranno iscriversi a Forza Lavoro Italiana. Su una platea di sei milioni di persone titolate ad avere diritto, prevediamo che arrivino il doppio di domande. Dovremo quindi scremare. Ai candidati forniremo il percorso, il software li aiuterà nella ricerca, un tutor li orienterà nella scelta”, riferendosi al programma realizzato dal professore Mimmo Parisi, che insegna all’università del Mississipi. Sono attese comunque 12 milioni di domande.

“Finora – ha detto ancora Di Maio nell’anticipazione del libro – i centri per l’impiego non hanno funzionato anche perché gli sono stati progressivamente tagliati i fondi. Partiremo allora mettendo insieme i centri pubblici da riformare e job center privati. Tutti quelli che avranno il reddito dovranno essere formati sulla base delle tendenze di mercato che andranno verificate regione per regione”.

Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro assicura che il governo riuscirà a far lavorare insieme le imprese e i centri per l’impiego “in tre mesi, grazie alla collaborazione del professor Mimmo Parisi dell’università del Mississippi. Parisi è un pugliese emigrato trent’anni fa e pronto a tornare. Ha realizzato negli Stati Uniti un software in grado di verificare le capacità di ciascuna persona che andremo formando. L’azienda che cerca personale potrà verificare in tempo reale il livello di formazione che sarà progressivamente raggiunto dai candidati. Il software già è disponibile e viene controllato dall’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro”. Per quanto riguarda la distanza massima che verrà considerata per proporre un’occupazione, Di Maio ha spiegato che “L’Italia sarà divisa in distretti con una logica legata al buonsenso. Non ci saranno vincoli chilometrici, ma vogliamo evitare lo spostamento in massa dal Sud verso il Nord. La formazione sarà legata alla domanda di lavoro che c’è sul territorio”. Non ci sarebbero dunque vincoli chilometrici, ma rimane quello temporale: “I due anni sono il termine massimo entro cui i centri per l’impiego o le agenzie private dovranno trovare fino a tre proposte”.


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