Allegri e la Juve: 5 anni di trionfi con il rimpianto europeo – La Gazzetta dello Sport


Il tecnico si è dimostrato vincente e bravissimo a gestire una rosa sempre più competitiva. La delusione europea di questa stagione, dopo le due finali perse, ha inciso nell’addio

E’ arrivato tra i fischi, ha conquistato 5 scudetti, 4 Coppe Italia, portato la Juve a due finali di Champions e se ne va senza grossi rimpianti da parte dei tifosi. Strana la parabola bianconera di Massimiliano Allegri a cui si può rimproverare tutto tranne di non essere un vincente e di non essersi perfettamente allineato con il motto societario: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Il problema, per Allegri, è che negli ultimi anni – e soprattutto dopo l’arrivo di Cristiano Ronaldo – il motto è leggermente cambiato: “Vincere la Champions è l’unica cosa che conta” e in Europa in questa stagione la Juve ha clamorosamente fallito facendo venire qualche dubbio sia al tecnico sia alla società, oltre che ai tifosi. E così si è arrivati al divorzio.

La storia

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Allegri subentra a Conte il 16 luglio 2014 e la prima stagione è trionfale: scudetto vinto in scioltezza, successo in Coppa Italia (che mancava dal 1995) e splendido percorso in Champions con la finale di Berlino persa contro il Barcellona di Messi, Neymar e Suarez. La seconda annata è quella del black-out iniziale: Juve staccatissima fino a quando, nel recupero del derby con il Torino, Cuadrado segna e lancia la rimonta. Altro scudetto, altra Coppa Italia e Champions sfumata negli ottavi dopo un epico e sfortunato confronto con il Bayern Monaco. Nell’estate del 2016 arrivano Higuain e Pjanic e la Juve continua a non avere rivali in Italia: altro doblete, mentre la Champions è un sogno accarezzato fino alla finale di Cardiff, giocata alla pari con il Real per un tempo e poi persa nella ripresa. E’ una botta non semplice da assorbire, ma la Juve si rialza e nel 2017-18 conquista ancora lo scudetto, stavolta in volata con il Napoli: la notte di San Siro e il gol di Higuain all’Inter regalano il tricolore ad Allegri, deluso come tutto l’ambiente per l’eliminazione nei quarti di Champions con il Real. Non bastano 3 gol al Bernabeu, l’arbitro Oliver fischia un rigore al 93’, Ronaldo lo segna, poi andrà a vincere di nuovo il trofeo più ambito prima di vestire la maglia bianconera e raggiungere Allegri a Torino. Il resto è storia recente: lo scudetto numero 8 consecutivo e numero 5 di Max arriva in pratica a Natale, ma per la prima volta Allegri fallisce in Coppa Italia e offre un rendimento europeo inferiore alle attese non solo nella fase a gironi (2 sconfitte) ma anche in quella a eliminazione diretta. L’ambiente si incupisce, la società si guarda intorno, il tecnico capisce che lo scetticismo aumenta. Fino alla fine, recitano i tifosi bianconeri. Eccola, la fine.


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