Allo studio un vaccino contro l’acne da somministrare solo una sola volta


Ha un bel dire Justin Bieber, cantautore, musicista, attore e idolo delle adolescenti che i brufoli sono “in”, insomma quasi di moda. E anche se adesso molti teenager non si vergognano di postare i loro volti con i segni dell’acne su Instagram , questo disturbo della pelle rimane un problema per i pi, non solo giovanissimi, ma anche adulti. Ce lo confermano i dermatologi che ogni giorno prescrivono cure per combatterlo. Con un certo successo, ma non sempre. Ecco perch gli specialisti, riuniti a Parigi per il congresso dell’European Academy of Dermatology and Venereology (Eadv) , hanno salutato con interesse una ricerca americana, pubblicata sul Journal of Investigative Dermatology, che potrebbe aprire la strada a un nuovo vaccino anti-acne dai risultati incoraggianti.

In futuro

L’idea quella arrivare a un preparato da somministrare una sola volta, capace di stimolare la produzione di anticorpi in grado di neutralizzare una tossina che d il via all’infiammazione alla base dell’acne. Questa tossina (si chiama Camp: dalle iniziali Christie, Atkins, Munch-Petersen, i tre ricercatori che l’hanno identificata) prodotta da un batterio, il Cutibacterium acnes (chiamato anche Propionibacterium acnes), che si trova sulla pelle, ma normalmente non d problemi. Lo fa solo in certe persone, quelle che, appunto, sono predisposte all’acne. Ma che cosa hanno dimostrato finora i ricercatori americani dell’University of California di San Diego? Hanno verificato, in animali da esperimento e in cellule umane, che un anticorpo monoclonale, contro la tossina Camp, riduce l’infiammazione. Il passo successivo sar quello di far produrre questi anticorpi dall’organismo stesso, come succede per un vaccino vero e proprio.

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I meccanismi coinvolti

La ricerca molto interessante e potrebbe portare a risultati concreti nel giro di breve tempo commenta Piergiacomo Calzavara Pinton , ordinario di Dermatologia all’Universit di Brescia e presidente di SIDeMaST, la Societ italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. L’acne una malattia complessa: provocata da un insieme di fattori, che si rincorrono fra loro, in un circolo vizioso, e le terapie oggi disponibili possono interrompere questo circolo in punti diversi, a seconda se sia prevalente l’uno o l’altro meccanismo. Uno dei fattori coinvolti certamente l’iper-proliferazione delle ghiandole sebacee (quelle ghiandole che producono, appunto, sebo, una sostanza grassa che serve a mantenere morbida la pelle, ma favorisce anche la crescita dei batteri, ndr) — precisa Calzavara Pinton —. Questa iper-proliferazione provocata da un eccesso di ormoni femminili estrogeni, sintetizzati sia nell’ovaio che nelle ghiandole surrenali, che, proprio grazie al fatto che sono prodotti anche dalle surrenali, possono giocare un ruolo nel sesso maschile.

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Una malattia cronica


Pillola e retinoidi

Ecco perch, in alcuni casi, funziona, come cura, la pillola contraccettiva, riservata ovviamente, alle donne: blocca, infatti, la produzione degli estrogeni da parte da parte dell’ovaio. Secondo elemento: una maggiore tendenza alla cheratinizzazione del follicolo pilo- sebaceo — continua Calzavara Pinton —. Questa situazione, che caratterizza soprattutto l’acne comedonica (quella dei punti neri e bianchi, ndr) , non causa una maggiore produzione di sebo, ma motivo di infiammazione e, anche in questo caso di proliferazione batterica. Se prevalente questa condizione, i retinoidi, derivati dalla vitamina A, sono la terapia di elezione. Pi in generale, sono proprio i retinoidi i farmaci pi efficaci attualmente disponibile contro l’acne, anche se hanno effetti collaterali, come quelli teratogeni, cio tossici sul feto: va quindi evitata nelle donne fertili a meno che non prendano la pillola anticoncezionale per evitare gravidanze.

Antibiotici

E infine ci sono i batteri, in particolare il Cutibacterium acnes — spiega Calzavara Pinton —. Che, proliferando oltre misura, provocano le lesioni e l’infiammazione della cute. Ecco perch gli antibiotici sono un altro caposaldo del trattamento: in particolare le tetracicline che non solo hanno un’attivit anti-batterica, ma anche anti-infiammatoria: si possono somministrare sia localmente che per via generale. Nella cura dell’acne si procede con un approccio a piramide — dice Calzavara Pinton — Si parte dalla base con le terapie locali, compreso il benzoilperossido, un antisettico efficace, e le tetracicline, poi ancora agli antibiotici, per somministrati per via sistemica. Andando verso l’alto si prescrivono le terapie ormonali nelle donne e se non funzionano, si passa ai retinoidi. Ma non sempre queste terapie portano a buoni risultati: i trattamenti oggi disponibili non risultano efficaci o non sono tollerati in almeno l’85 per cento degli adolescenti. Ecco perch l’idea di un vaccino capace di contrastare l’infiammazione, che un denominatore comune di questa patologia, sta suscitando interesse. Anche perch l’acne,bench non sia certo una malattia grave, pu per aver un impatto importante sulla qualit di vita di una persona. Secondo uno studio, pubblicato sul British Journal of Dermatology, nel primo anno dopo la diagnosi di acne, le persone avrebbero addirittura un 63 per cento in pi rispetto agli altri di andare incontro a depressione maggiore.

6 novembre 2018 (modifica il 6 novembre 2018 | 19:45)

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