almeno una su tre ne è vittima nella sua vita


Almeno una donna su tre nel mondo è stata vittima di violenza nel corso della sua vita. In termini numerici, sono all’incirca un miliardo. Discriminazione di genere o salariale, stupri, fino ai più gravi casi di femminicidio: si tratta di un fenomeno strutturale e trasversale a tutti i paesi e a tutte le classi sociali ed è tra le violazioni più diffuse dei diritti umani. Le conseguenze sono devastanti, non solo dal punto di vista fisico, ma anche e soprattutto psicologico, con l’insorgere di patologie come ansia e depressione. A ciò si aggiunga che la maggior parte delle violenze avviene in contesti familiari e sono perpetrate da compagni o ex partner, il che rende ancora più difficile, se non impossibile, denunciare questo tipo di episodi. Una vera e propria guerra, dunque, che coinvolge ogni anno milioni di innocenti.

Le forme e i luoghi della violenza sulle donne

Esistono diverse forme di violenza sulle donne. La prima è quella domestica, che si verifica nei contesti familiari ad opera di partner o ex partner, nei luoghi e dalle persone di cui ci si dovrebbe maggiormente fidare. C’è, poi, quella sessuale, che può assumere a sua volta numerose fattezze: non solo lo stupro, ma anche le mutilazioni genitali, ancora molto diffuse nel mondo, e i matrimoni precoci e forzati, che negano alle ragazze e alle bambine la possibilità di poter scegliere liberamente chi essere e chi amare. Infine, esiste la violenza economica, che preclude loro la possibilità di controllare il proprio reddito, di lavorare e di avere un’istruzione adeguata per rendersi indipendenti dal proprio compagno e dalle proprie famiglie. Per non parlare della violenza urbana: ogni giorno migliaia di donne subiscono molestie semplicemente passeggiando per le strade delle loro città o nei luoghi di lavoro.

I numeri del fenomeno in tutto il mondo

I dati della violenza sulle donne parlano chiaro. A livello globale, almeno il 30 per cento delle donne ha subito violenza fisica o sessuale dal partner e il 38 per cento del totale dei femminicidi è stato commesso da un conoscente. Nella maggior parte dei casi, meno del 40% di queste chiede aiuto o denuncia gli episodi di cui è stata vittima. In tutto il mondo, più di 700 milioni di donne si sono sposate quando non avevano ancora compiuto i 18 anni. E di queste, circa 250 milioni hanno preso marito addirittura prima dei 15 anni. Sono 120 i milioni di bambine (poco più di 1 su 10) che hanno subito violenza sessuale. Per non parlare del fenomeno delle mutilazioni genitali, a cui sono costrette ancora 200 milioni di donne in ben 30 paesi, dove questa pratica è considerata una tradizione da rispettare. Sierra Leone, Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Guinea Equatoriale e Fiji sono i paesi in cui la situazione è più drammatica, con oltre il 50% delle donne che sono state vittime di violenza almeno una volta nella vita.

Cosa succede in Italia

Il fenomeno è grave anche in Italia. Secondo dati Istat del 2014, i più recenti a disposizione, nel nostro Paese sono ben 6 milioni e 788mila le donne, di età compresa tra i 16 e i 70 anni, che hanno subito nel corso della loro esistenza una violenza, che sono state molestate, perseguitate, aggredite, picchiate, sfregiate. Nel 62,7% dei casi si tratta di episodi perpetrati dai partner, precedenti o attuali, e solo nel 4,6% da sconosciuti. Si devono ad ex mariti ed ex compagni anche le forme più gravi di violenza, quelle che finiscono con la morte di madri, figlie e amiche. Soltanto dall’inizio del 2018 sono state uccise più di 25 donne, attaccate brutalmente da chi avrebbe dovuto proteggerle e amarle. Attenzione anche al fenomeno in crescita dello stalking: si stima che il 21,5% delle donne, circa due milioni, abbia subito comportamenti persecutori.

Liberare le donne dalla violenza si può: l’iniziativa di ActionAid

Nonostante ciò, combattere la violenza sulle donne si può. Come? Facendo prevenzione, sostenendo le vittime, facendo conoscere loro i propri diritti e accompagnandole in un percorso di consapevolezza delle proprie capacità e di indipendenza. Con il progetto Fight for Women di ActionAid si può dare una mano a contrastare questo fenomeno, in Italia e nel resto del mondo. Basta meno di 1 euro al giorno per fare qualcosa di concreto in loro difesa.

Cosa si può fare con il tuo aiuto

Piccoli passi in avanti sono stati già fatti, ma non è ancora abbastanza. Si può e si deve fare di più affinché nessuna donna resti più sola. Con un piccolo contributo all’iniziativa Fight for Women di ActionAid si possono, nello specifico, sostenere i centri antiviolenza nei tanti paesi in cui opera ActionAid, come è successo in India, dove ne sono stati aperti 7; si può dare una mano alle mobilitazioni contro la violenza sulle donne, come in Gambia, dove sono state coinvolte quasi diecimila persone; fare passi in avanti sulla lotta ai matrimoni precoci e alle mutilazioni genitali femminili, come in Pakistan, dove sono state sensibilizzate su questo tema novemila persone; si può migliorare la sicurezza urbana e realizzare percorsi di aiuto economico per favorire l’indipendenza e l’istruzione delle donne, come nella Repubblica Democratica del Congo, dove più di 3500 donne hanno avviato attività economiche generatrici di reddito. Insomma, il cambiamento è possibile, ma per vincere questa guerra c’è bisogno di ciascuno di noi.


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