“Ancelotti? L’ho incontrato troppo tardi… E Mancini come lui”


Lorenzo Insigne, 27 anni, attaccante del Napoli e della Nazionale. Getty

Lorenzo Insigne, 27 anni, attaccante del Napoli e della Nazionale. Getty

“Ancelotti l’ho incontrato forse troppo tardi…”. Lorenzo Insigne travolge d’amore professionale il tecnico del Napoli, “uno che sa sempre sorridere, la persona pi umile al mondo, allenatore straordinario sia sul campo sia umanamente. E’ impossibile litigare con lui, anche quando ti sostituisce o ti manda in panchina (ride, ndr). E’ un grande, e cercher di assorbire tutti i suoi consigli. Il mio nuovo ruolo nel Napoli, poi, stata una sua intuizione. Lo ha deciso dopo la gara di Genova con la Sampdoria. Me ne ha parlato e io sono stato felicissimo di seguirlo: mi piace molto stare pi vicino alla porta”. E forse non a caso “questa la mia miglior stagione in assoluto – continua il napoletano -, non sono mai partito cos. Lo scudetto? E’ molto difficile, la Juve ha probabilmente la rosa pi completa in Europa, ma di sicuro proveremo a dare fastidio fino alla fine. Ancelotti ci ha dato una grande mentalit, lo si visto anche in Champions League: in pochi ci pronosticavano in piena corsa per la qualificazione con Liverpool e Paris Saint Germain nel girone.

MANCIO COME CARLO
E in Nazionale, “ho trovato un tecnico molto simile ad Ancelotti a livello di mentalit. Il c.t. ha cambiato qualcosina tecnicamente, e nelle ultime gare si visto un bel passo in avanti. D’altronde Mancini un altro abituato da sempre a gestite i grandi giocatori e ci pu aiutare moltissimo a crescere”. Contro il Portogallo “cerchiamo di portare a casa i tre punti per continuare a sperare in un primo posto difficile ma non impossibile. Abbiamo una grande Nazionale, possiamo metterli in difficilt. E poi a Milano ci sar lo stadio pieno: vediamo di dare una grande risposta alla gente”. A San Siro un anno dopo l’enorme delusione con la Svezia: “S, ci penso, un brutto episodio, una serata terribile. Ma quella sera non ero deluso per la mia panchina, sia chiaro, ero distrutto solo per la mancata qualificazione. Io ho sempre accettato le scelte dell’allenatore e c’era fiducia nei ragazzi schierata da Ventura”. E dopo il fresco addio al Chievo e le polemiche con Pelissier “faccio un grande in bocca al lupo al mister, non so come sia andata a Verona, di certo Ventura ha sempre fatto benissimo prima della Nazionale…”.


dal nostro inviato Mirko Graziano 

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