Anche gli algoritmi possono rendere migliore la vita dei diabetici


Nei prossimi anni, il mercato globale dell’Intelligenza artificiale (Ia) nel settore sanitario vivr una crescita incredibile. Secondo una nuova ricerca di ReportLinker, l’Ia nel mercato della sanit destinata ad espandersi dagli attuali 2,1 miliardi di dollari a 36,1 miliardi di dollari nel 2025. E l’Ia legata a filo doppio allo sviluppo di algoritmi innovativi. Gli strumenti basati sull’Intelligenza artificiale, come i software di riconoscimento vocale e i sistemi di supporto alle decisioni cliniche, sono progettati per snellire i processi di flusso di lavoro negli ospedali, ridurre i costi, migliorare l’assistenza e migliorare l’esperienza del paziente. Oncologia, cardiologia e diabetologia sono tra le branche della medicina pi interessate da queste innovazioni . In questo filone si inserisce un nuovo sistema integrato di ultima generazione per il diabete di tipo 1 , presentato da Medtronic a Milano.

I meccanismi del diabete

Il diabete mellito di tipo 1 una condizione in cui l’organismo non pi in grado di produrre l’insulina, l’ormone che permette al glucosio di entrare nelle cellule e di trasformarlo nell’energia necessaria al corpo umano per vivere. Questo provoca un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue, responsabile a sua volta di gravi patologie. Attualmente, l’unica terapia possibile per la cura del diabete di tipo 1 consiste nel dare all’organismo quello che non pu pi produrre autonomamente, e cio l’insulina, che deve essere somministrata attraverso iniezioni nel tessuto sottocutaneo, da cui poi si distribuisce per tutto l’organismo. Proprio per questo, la vita di un paziente piuttosto complicata. Deve tenere in qualche modo sotto controllo la paura dell’ipoglicemia spiega Claudio Molaioni, medico diabetologo e a sua volta paziente perch sofferente di diabete. L’autocontrollo della glicemia durante il giorno, il giusto apporto di carboidrati e l’eventuale somministrazione di insulina fanno parte della routine del malato. L’innovazione tecnologica per sta giocando un ruolo fondamentale nella semplificazione della gestione del diabete.

Il sistema: sensori, microinfusori e algoritmi

In questa direzione, Medtronic ha realizzato un sistema che consente di controllare automaticamente i livelli di glucosio e di regolare l’infusione dell’esatta quantit di insulina per una protezione dai picchi glicemici 24 ore al giorno, per il trattamento di persone con diabete di tipo 1 a partire dai sette anni di et. Secondo le indicazioni fornite Il nuovo sistema, deduce in modo indipendente quando e quanta insulina infondere nel corpo, consentendo alla persona diabetica di apportare modifiche in caso di necessit e stabilizzare automaticamente i livelli di glucosio. Come? Con un sensore che, 24 ore al giorno, misura ogni cinque minuti la concentrazione di glucosio nel tessuto sottocutaneo un dispositivo indossabile all’interno del quale attivato un algoritmo di controllo che calcola la dose di insulina da infondere sulla base delle glicemie rilevate dal sensore e una pompa sottocutanea (o microinfusore) che riceve il comando dal dispositivo indossabile e inietta l’ormone in circolo chiudendo cos l’anello di regolazione. Il sensore e il dispositivo comunicano via bluetooth. Il nuovo sistema, se utilizzato in modalit automatica, richiede un input minimo da parte degli utilizzatori, che devono solo inserire i carboidrati assunti durante il pasto, accettare le raccomandazioni sui boli correttivi e calibrare periodicamente il sensore. Ma la caratteristica pi attesa e importante data dalla capacit di prevedere e proteggere la persona con diabete dalle ipoglicemie e iperglicemie. Grazie ad un avanzato algoritmo si mimano infatti alcune delle funzioni di un pancreas sano. L’innovazione il nostro valore fondativo e distintivo che rappresenta un investimento positivo in termini di qualit, appropriatezza, efficacia e sicurezza — sottolinea Michele Perrino, presidente e amministratore delegato di Medtronic Italia — . Il nostro obiettivo di offrire percorsi e soluzioni integrate che siano sostenibili per il Sistema Sanitario e che mettano al centro le comunit di persone con una o pi cronicit, favorendo accesso ed equit.

Migliora l’intervallo glicemico

Il nostro Paese non brilla certo per gli investimenti in tecnologia: Nel complesso si tratta del 4% — puntualizza Luigi Morgese, direttore di Medtronic Diabete — . Ma per tecnologie come quelle di cui stiamo parlando, si tratta dell’8 per mille della spesa totale diretta e indiretta per il diabete e sono tecnologie che potrebbero impattare tantissimo, sul 50 per cento della spesa per il diabete. Quali sono gli effetti del nuovo sistema? La capacit di stabilizzare automaticamente i livelli di glucosio contribuisce a migliorare il “Time in Range” ovvero la percentuale di tempo che le persone con diabete di tipo 1 trascorrono nell’intervallo glicemico ottimale pari a 70-180 mg/dL — spiega Riccardo Bonfanti, della diabetologia pediatrica del Diabetes Research Institute dell’Ospedale San Raffaele di Milano —. Questa tecnologia ha un impatto significativo sulla vita delle persone con diabete sia dal punto di vista della qualit clinica che della qualit della vita. importante poter offrire questa terapia rivoluzionaria che consente il livello pi avanzato di automazione disponibile e fornisce un sollievo dalla gestione del diabete. Sono, quindi, stati valutati i benefici di costo-efficacia della terapia tecnologica, in grado di evitare fenomeni di ipoglicemia. Una condizione questa che espone i pazienti a rischi sanitari continui, con un conseguente abbassamento della qualit di vita, senza dimenticare che ogni accesso in pronto soccorso e ogni ricovero ospedaliero rappresenta dei costi importanti. Il valore generato da queste nuove tecnologie, per i benefici prodotti in termini di aspettativa e qualit di vita, rende la terapia sostenibile per il Sistema Sanitario.

Il cautio ottimismo delle associazioni dei pazienti

Le prime reazioni delle Associazioni che tutelano le comunit di persone con diabete (Associazione Diabetici della provincia di Milano; Coordinamento Lombardia associazioni diabetici; FAND – Associazione Italiana Diabetici; Diabete Italia; Federazione Diabete Giovanile) sono improntate all’ottimismo, senza per nascondere anche le preoccupazioni per la situazione generale: Con l’innovazione tecnologica siamo ad un passo verso l’automazione completa delle cure in grado di migliorare la qualit e la sostenibilit. Le persone in cura con questi avanzati presidi e tecnologie hanno necessit di essere formate e supportate dal Servizio Sanitario, in modo da trarne il maggior beneficio e appropriatezza di utilizzo. Tuttavia, alla luce della regionalizzazione sanitaria, vediamo che ci sono disomogeneit nell’accesso e nella gestione delle terapie pi avanzate e questo si traduce in una ingiusta diseguaglianza nei percorsi di cura. Inoltre assistiamo spesso a una discontinuit nella distribuzione dei presidi con carenze ingiustificabili per la miglior gestione della cronicit. Auspichiamo che l’assistenza sanitaria, nei percorsi, nelle strutture e nelle tecnologie possa mettere la persona con diabete al centro di un approccio integrato e continuativo.

24 gennaio 2019 (modifica il 24 gennaio 2019 | 20:24)

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