Anziani alla finestra, un «social network» per affacciarsi sul mondo


Angelo e Bambina hanno trascorso interi pomeriggi seduti uno di fronte all’altro, accanto alla finestra affacciata sul cortile della loro casa popolare nell’hinterland di Milano. Quella era la loro apertura verso il mondo, un mondo lontano perch nessuno dei due aveva pi la forza e la voglia di uscire. Poi quando Angelo se ne andato, a 103 anni, Bambina non ha lasciato la sua finestra, neppure quando la vista ha cominciato ad abbandonarla. Quello era il suo mondo e nessuno glielo poteva toccare. Le finestre fanno parte delle case in cui viviamo e degli edifici in cui lavoriamo. Ne siamo circondati, non ci badiamo, eppure per le persone anziane sono qualcosa di pi di un varco per dare luce e aria a una stanza: rappresentano un tramite verso l’esterno, un modo per restare in contatto con il mondo soprattutto per chi passa molto tempo in casa. Le persone anziane osservano il loro quartiere all’interno di una zona di sorveglianza, termine coniato nel 1981 da Graham D. Rowles, gerontologo all’Universit del Kentucky (Usa), che ha studiato come la relazione con gli ambienti cambia man mano che avanza l’et. Rowles ha capito che gli anziani, sfruttano quell’area per partecipare alla vita di comunit senza per esserci fisicamente dentro.

Gratificazioni

Non stupisce che istintivamente l’anziano, soprattutto quando vive da solo, si affacci alla realt del mondo per riceverne gratificazione spiega Niccol Marchionni, docente di Geriatria all’Universit di Firenze perch un modo per stimolare la curiosit e la fantasia, elementi che combattono il declino cognitivo. A volte i nonni che hanno questa abitudine temono di essere additati come dei ficcanaso. Ma non si tratta di curiosit morbosa. Piuttosto un istinto di protezione aggiunge il geriatra perch sentono il bisogno di non chiudersi in un mondo limitato e di ricevere stimoli costruttivi. La volont di partecipare a una vita sociale, anche a distanza, di solito un indicatore di buona attivit mentale e di assenza di disturbi depressivi che, insieme all’isolamento, sono fattori di rischio per lo sviluppo di una demenza. Ma che cosa pi interessa guardare dalla finestra? Non per forza devono essere paesaggi immersi nella natura, come ci si aspetterebbe. Anche viste banali come fabbriche o muri di altre case rappresentano uno sbocco sul mondo. Charles Musselwhite, professore di Gerontologia alla Swansea University, nel Regno Unito, ha intervistato alcuni dei suoi pazienti e ha notato che ad attirarli erano i cambiamenti attesi (stagioni, ed esempio) e quelli non previsti (lavori stradali, temporali). Una signora di 78 anni confid al ricercatore: Adoro il modo in cui gli alberi cominciano a muoversi quando si alza il vento. Mentre un uomo di 84 anni raccont: Mi piace guardare gli operai quando scavano qui davanti a casa mia. A volte, guardando fuori, possono assistere a fatti ascoltati per radio, come una coda in tangenziale o un incidente.

Immaginare storie

Spesso guardando gli sconosciuti che passano, gli anziani immaginano le loro vite, creano delle storie. Di frequente vedono le stesse persone, ogni giorno alla stessa ora, magari una mamma che accompagna il figlio a scuola o un uomo che porta il cane a spasso e cominciano a immaginare le loro giornate, fino a sviluppare una certa preoccupazione se improvvisamente non li vedono passare per qualche giorno. Considerato l’effetto benefico, la tecnologia potr aiutare gli anziani mostrando scene che non possono essere viste dalle loro finestre. Una casa di cura britannica offre agli ospiti (affetti da demenza) un viaggio virtuale in treno: possono vedere dal finestrino virtuale scorrere immagini della campagna come se fossero seduti in un vagone. Questo esperimento testimonia come la stimolazione sensoriale possa essere un’arma contro il decadimento cognitivo, in particolare quando sono presenti patologie che contribuiscono all’isolamento, come ad esempio la sordit, tra i fattori che aumentano il rischio di demenza conclude Marchionni. I geriatri concordano sul fatto che per gli anziani bisognerebbe immaginare una casa impostata intorno alla vista di una finestra piuttosto che davanti a una tv.

27 maggio 2019 (modifica il 28 maggio 2019 | 10:21)

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