Arbitri aggrediti: Salvini: “Bisogna bastonare”. Gravina: “Basta negoziare”


La conferenza al Viminale. Ansa

La conferenza al Viminale. Ansa

Adesso basta davvero. Almeno nelle intenzioni, in attesa di conoscere poi la “manovra” sulle nuove pene da applicare nei confronti dei violenti nel mondo del calcio. Oggi, per, al Viminale si deciso di dare un giro di vite importante, sulla scia della vile aggressione di domenica scorsa a Riccardo Bernardini, l’arbitro di Ciampino malmenato da un paio di tifosi al termine di Virtus Olympia-Atletico Torrenova, partita di Promozione del Lazio. “Perch qui stiamo parlando di un’emergenza educativa e dopo aver difeso i nostri confini non pensavo ci fossero da difendere anche i campi da calcio – dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini – Ogni anno ci sono centinaia di aggressioni per una passione. Far tutto il possibile per riportare disciplina, rispetto, ordine, buona educazione e sanzioni sui campi di calcio. Come ministro e pap penso che sia arrivato il momento di sanzionare pesantemente i delinquenti. Perch di questo si tratta. Mi rifiuto di militarizzare i campi, ma da oggi si cambia e chi sbaglia pagher tanto”.
bastonate e il pipita
Poi Salvini passa ai numeri del fenomeno: “Il problema che il 90% degli episodi di violenza nei confronti degli arbitri arriva dal mondo del calcio e cio da tesserati e dirigenti. Questo inaccettabile. Ed allora ritengo che le sanzioni debbano aumentare. Se uno tocca un arbitro o commette una violenza e sa poi di dover stare a casa un mese un conto, se invece sa che rischia di starci 5 anni magari diverso. Bisogna bastonare. Ma sono certo che in qualche mese nel calcio di sar un’aria nuova, pi profumata. Nel frattempo sono diminuiti gli incontri con feriti (da 32 a 14), i feriti tra civili (da 26 a 13), i feriti tra le forze dell’ordine (da 33 a 16), i feriti tra steward (da 4 a 0), gli arrestati (da 35 a 7), con 6738 daspo e 54mila uomini delle forse dell’ordine impegnate e i cui costi, ripeto, dovrebbero essere a carico dei club”. Quindi l’affondo educativo, rivolto a Higuain: “Domenico ero a San Siro e da milanista mi sono vergognato del suo comportamento che stato indegno. Il messaggio che arriva ai ragazzi quello di poter andare fronte a fronte con un arbitro, spero gli diano una squalifica lunghissima. Perch non basta chiedere scusa dopo in certi casi”.


tra pene e cori
Ed allora a predisporre il sistema di sanzioni dovr essere la Figc e Gabriele Gravina, il nuovo presidente federale. “Basta negoziare sulla passione di questi ragazzi che hanno solo voglia di divertirsi e dare contributo al mondo del calcio – dice Gravina -. Con il Governo stiamo lanciando un percorso di ampio rinnovamento, per dare dei segnali immediati. Abbiamo ridotto di circa il 50% alcuni atti di violenza, ma sono sempre tanti. Organizziamo circa 600mila gare anno, ma il potenziale sempre altissimo e invece deve essere zero. Al prossimo Consiglio Federale ci sar una elevata sanzione per la pena di certi comportamenti. Tutti devono sapere che se sfiorano l’arbitro o attivano principi di violenza pagheranno fino all’allontanamento. Comprese le societ che saranno riconosciute responsabili”. E la proposta di Ancelotti di fermarsi per i cori negli stadi? “Il rischio che non si giochi pi, il tema delicato e va disciplinato. Non facciamo passare come razzismo un processo di maleducazione. Dobbiamo coinvolgere di pi le societ”.

nicchi e giorgetti
Soddisfatto, nel frattempo, Marcello Nicchi, il capo degli arbitri italiani: “Questo un punto zero, da qui bisogna ripartire per un calcio nuovo. Noi non accetteremo pi di mandare al massacro migliaia di arbitri ogni anno senza che qualcuno metta argine a questo fenomeno. Lo dobbiamo soprattutto alle mamme dei nostri 35mila associati e non possibile che un ragazzo smetta di arbitrare perch lo ritiene pericoloso. Sono anni che lotto per risolvere il problema e ora ci riusciremo. Perch fermo solo il Lazio? Partiamo da l per dare un segnale, ma siamo pronti a fermarci anche altrove”. Chiusura con Giancarlo Giorgetti, sottosegretario con delega allo sport: “Il calcio un fenomeno sociale che interessa tutti, per il Governo ora importante anche dare una dimensione educativa ai nostri bambini che devono crescere con determinati valori. Deve essere il mondo del calcio, oltre a scuole e famiglie, ad educarli. Questa l’occasione per cambiare la nostra cultura sportiva e fare cos anche una politica sociale”.

 Andrea Pugliese  

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