Atalanta, contro il Sassuolo in campo i titolari. Ilicic: “Mi chiamano Professore” – La Gazzetta dello Sport


Alla Dea serve una vittoria per non pensare a Inter e Milan. Attesi 17 mila tifosi al Mapei

La vigilia più importante di sempre? Probabilmente sì, anche se 48 ore fa l’a.d. Luca Percassi si è smarcato da questa definizione. Vuoi per scaramanzia o per mantenere il solito (vincente) profilo basso che ha permesso a questa super Atalanta di giocarsi la prima qualificazione all’Europa più bella contro il Sassuolo: domani (20.30) Reggio Emilia diventerà Bergamo, il “Mapei Stadium” si colorerà di nerazzurro con circa 17 mila bergamaschi presenti. Dopo Roma (15 maggio), ecco quindi il secondo esodo di un popolo che sogna la Champions League. Traguardo “impossibile” fino al 2016, momento dell’arrivo di Gian Piero Gasperini. L’uomo che a Zingonia ha stravolto il concetto di “obiettivo” portando la Dea a essere padrona del proprio destino. E la storia, tre anni dopo, è lì a un passo.

POCHI DUBBI

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Terzo posto a quota 66 con l’Inter (Spalletti quarto per gli scontri diretti sfavorevoli), domani impegnata contro l’Empoli. A -1 c’è il Milan, che sfida la Spal dell'”atalantino” Petagna. Con altri 3 punti, diventerebbe inutile pensare a San Siro e Ferrara. Per prenderseli, il Gasp si affiderà ai “titolarissimi”: Gollini in porta, dietro Djimsiti, Palomino (ammonito e diffidato con il Genoa, out contro la Juventus), Masiello e Mancini si contendono le tre maglie. A centrocampo, squalificato Hateboer, spazio per Castagne, De Roon, Freuler e Gosens. In attacco, Gomez alle spalle di Ilicic e Zapata. In pratica, un solo dubbio (in difesa) che verrà risolto nella rifinitura di oggi pomeriggio (alle 13.30 la conferenza stampa del tecnico).

NONNA? MACCHÉ

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Da registrare, intanto, le simpatiche dichiarazioni di Ilicic nel corso di un botta-risposta con i tifosi (pubblicato sui canali social del club): “Ormai nessuno mi chiama Josip e per cognome, preferiscono i soprannomi. Quelli che mi piacciono sono due: ‘JoJo’, usato tuttora da mia madre, e ‘Professore’. All’inizio, magari durante il riscaldamento, sentivo ‘Prof, Prof’!. Pensavo chiamassero il preparatore atletico, in realtà ce l’avevano con me”, spiega sorridendo. E tanti saluti alla “Nonna”, intuizione scherzosa di Gasperini in riferimento agli acciacchi dello sloveno. Più serio, infine, quando si tratta di ricordare il gol più bello segnato in maglia Dea: “Borussia Dortmund-Atalanta, quello per il momentaneo 1-1: stop e sinistro in un fazzoletto, fu emozionante”. A Bergamo, neanche a dirlo, sognano il bis. Proprio nei 90′ più importanti, quelli che valgono la storia.


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