Atalanta, Gasperini merita una big? Rispondono Bianchi e Cordoba


Giampiero Gasperini, Getty

Giampiero Gasperini, Getty

Una carriera caratterizzata da uno stile forse unico. Talvolta rischioso, di certo coraggioso e propositivo: “Giocarsela ovunque e contro tutti”, “il risultato attraverso la prestazione”. Sono parte dei concetti del Gasperini allenatore, dal 2016 il vero top player dell’Atalanta. Gi grandi risultati al Genoa (come dimenticare il gruppo con Motta e Milito), ma a Bergamo si superato. Dopo il record di punti in A (72, Dea quarta nel 2016-2017), due pass di fila per l’Europa (quest’anno la chance di centrare uno storico tris) e tanti giovani lanciati e valorizzati, oggi in molti se lo chiedono: dopo la breve esperienza all’Inter (giugno-settembre 2011), il Gasp merita un’altra occasione in una big? Rispondono Ottavio Bianchi, entusiasta del suo lavoro, e Ivan Ramiro Cordoba, che prova a spiegare cosa non funzion all’epoca ad Appiano Gentile.

ottavio bianchi
Ottavio Bianchi, ex Atalanta (calciatore 1971-1973, allenatore 1981-1983) Per lui, zero dubbi sul valore del tecnico di Grugliasco: “Nelle grandi squadre, raramente si vede la mano dell’allenatore. Lui in questo unico: i calciatori vanno e vengono, la filosofia resta. In campo eccezionale. Cosa non and all’Inter? Se avesse scelto la Juve, non avrebbe fallito. La societ fondamentale. L’allenatore ha bisogno di fiducia, altrimenti impossibile ottenere i risultati sentendosi sempre in discussione. Invece, sulla possibilit di avere un’altra chance in un top club dico che Gasperini allena gi una big, poi star a lui valutare. Pu continuare con l’Atalanta, dove sta facendo benissimo, o tentare il salto. Ha molta esperienza, ormai pronto per tutto. Dovrebbero solo dargli il tempo necessario”.


ivan ramiro cordoba
Ex Inter (calciatore 2000-2012) Probabilmente lo avr solo incrociato negli spogliatoi della Pinetina, niente di pi. Troppo pochi i tre mesi del Gasperini interista per potersi conoscere. Ivan Ramiro Cordoba, che ai tempi stava iniziando l’ultima stagione da calciatore, prova comunque a individuare i problemi di quel momento: “Tecnico con determinate idee, per introdurle ha bisogno di tempo. Fu costretto a cambiare velocemente, ecco spiegate certe difficolt. Abbiamo avuto poche occasioni per parlare. In fase di preparazione, ero infortunato e non ci fu la possibilit di conoscerlo bene. Mi sarebbe piaciuto lavorare con lui. Metodo interessante, mi sembra un gran lavoratore che si fida del proprio calcio, arriv cercando di insegnare un certo metodo, poi comprese che sarebbe stato necessario modificare. Forse fu proprio questo il problema. Se meriterebbe un’altra occasione a certi livelli? Ora sta facendo bene con l’Atalanta…”.


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