Atalanta, l’attacco da record. Testa e corpo: Gasperini sogna


Josip Ilicic, 31 anni, e G

Josip Ilicic, 31 anni, e Gmez 31. GETTY

“A questo punto siamo padroni del nostro destino, tutto dipende da noi”. E a 4 giornate dal termine, non poco. Cos Gian Piero Gasperini dopo il 2-0, pesantissimo, contro l’Udinese che ha consentito all’Atalanta di piazzarsi al quarto posto in solitaria: 59 punti, dietro Roma (58), Torino e Milan (56). Infine la Lazio (55), avversaria domenica in campionato e il 15 maggio nella finale di Coppa Italia. Sono 5 partite, in totale 450′ (almeno) che potrebbero consegnare un finale di stagione unico. Ora a Bergamo tutti se lo chiedono: questa super Dea in grado di centrare uno storico double? Spazio al “borsino”, che non pu fare altro che sorridere.

OCCHI PUNTATI
Sull’attacco. Il migliore della Serie A (assieme alla Juventus) a quota 68 gol (record da quando l’Atalanta esiste), 38 dei quali realizzati da Gomez, Ilicic e Zapata. Sulla carta, i tre fenomeni l davanti possono essere determinanti per la Champions. In particolare lo sloveno, l’unico dell’undici-titolare non al top della forma e che Gasperini sta gestendo: il ginocchio sinistro da un po’ scricchiola (nulla di grave, ma un fastidio del quale Josip farebbe volentieri a meno), nella rifinitura di domenica ha accusato un affaticamento muscolare che lo ha costretto alla tribuna con l’Udinese. E con un Barrow ancora a secco in campionato, diventa fondamentale stringere i denti. Il Gasp non pu permettersi di rinunciare al suo tridente delle meraviglie.


ATTENZIONE
Alle troppe occasioni concesse agli avversari. Prezzo probabilmente logico da pagare per una squadra offensiva, ma nelle ultime 5 gare della stagione dovranno ridursi al minimo. Anche ieri due nitide chance per i friulani che avrebbero potuto cambiare volto a partita e corsa Champions: per Lasagna nel primo tempo (che ha provato a beffare Gollini dalla distanza, palla sul fondo di poco) e De Paul nella ripresa, che “alla Del Piero” ha centrato il palo. Pericoli veri, che per poco non hanno compromesso il risultato, messo poi in cassaforte da De Roon e Pasalic. Quella nerazzurra stata a lungo la peggior difesa considerando le prime 10 in classifica, oggi con 42 reti subite superiore a Roma (46), Sampdoria (46) e Sassuolo (52). Segnali positivi, assolutamente da non smarrire.

TESTA E CORPO
E qui, la Dea, non seconda a nessuno. Rispetto alla concorrenza non esiste l’obbligo del risultato: i ragazzi di Gasperini giocano liberi di testa, consci di poter scrivere la storia. Una motivazione in pi, certamente non un limite psicologico che altrove si sta palesando. Fisicamente parlando, invece, si attacca e si copre in undici: i difensori sono i primi a offendere (vedi Mancini e Masiello, protagonista ieri con il rigore procurato), la coppia De Roon-Freuler una diga infinita (entrambi nella top 15 nella classifica per chilometri percorsi in campionato), mentre Gomez sempre pi decisivo da trequartista “totale” (quanto corre questo Papu…). Sono solo alcuni esempi di una squadra che va a mille all’ora. Tanto nelle gambe, quanto nella testa.

CALENDARIO
Ieri l’arrivederci al Comunale (oggi partono i lavori per la nuova Curva Nord), gli ultimi due match casalinghi contro Genoa (11 maggio) e Sassuolo (26) si giocheranno al Mapei Stadium di Reggio Emilia. In trasferta incroci con Lazio (domenica, ore 15) e Juve (19 maggio). Sulla carta 180′ alla portata (i primi), altrettanto complicati i secondi. Molto della corsa nerazzurra dipender dalle motivazioni dei bianconeri (ci sar voglia di rivincita dopo il 3-0 subito nei quarti di Coppa Italia?) e dall’esito del face to face dell’Olimpico contro Inzaghi. A Bergamo se la giocheranno, come sempre. Soprattutto prendendo aerei e treni dove si viaggia a ritmi quasi da Scudetto: 30 punti (meglio solo Allegri e Ancelotti a quota 41 e 33) con 37 gol fatti e 25 subiti. Numeri super per una Dea che non conosce la pressione, sorride, corre e continua a sognare…

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