aviazione israeliana uccide tre bambini palestinesi


Tre adolescenti palestinesi sono stati uccisi da un raid israeliano ieri sera all’interno della Striscia di Gaza. Le giovanissime vittime si chiamavano Khaled Bassam Saeed (14 anni), Abdul Hamaid Abu Zaher (13) e Mohammed Ibrahim al-Sattari (13) e, secondo l’esercito di Isralele, “si erano avvicinati alla barriera di sicurezza nel sud della Striscia per danneggiarla piazzando apparentemente un esplosivo improvvisato. Per risposta, l’aviazione li ha uccisi”. Secondo il suo portavoce di hamas Salah al-Bardawil, “l’aviazione sionista ha assassinato 3 bambini, ma secondo i loro media erano 3 terroristi che mettevano gli esplosivi”. Bardawil ha anche accusato  il partito rivale Fatah sostenendo che “affama” i gazawi con lo scopo di “normalizzare i suoi rapporti con l’assassino [Israele]”. L’uccisione dei tre ragazzini – spiega il quotidiano specializzato in Medio Oriente Nena News –  ha scatenato la rabbia di centinaia di palestinesi che ieri notte hanno chiesto vendetta.

La tensione al confine tra la Striscia di Gaza e Israele continua ad essere altissima: venerdì scorso, durante una delle manifestazioni per la Marcia del Ritorno, i cecchini dell’esercito di Tel Aviv hanno ucciso sei palestinesi ferendone altri 90. A questo era seguito un lancio di razzi nelle colonie e successivamente 95 attacchi aerei dell’aviazione israeliana. Ciononostante ieri sera, poche ore prima dell’uccisione di sei bambini, il coordinatore speciale per il Medio Oriente dell’Onu Nickolay Mladenov aveva espresso un certo ottimismo per la situazione a Gaza: “Con il funzionamento della terza turbina della centrale elettrica della Striscia, la popolazione riceverà energia fino a 8 ore. Una opportunità che non deve essere sprecate per ridurre il conflitto, risolvere tutte le questioni umanitarie e riunire i palestinesi sotto un unico, democratico, governo nazionale”.


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