Barzagli: “Noi della BBC nati per giocare assieme. È il momento giusto per salutare la Juve” – La Gazzetta dello Sport


Le emozioni di Andrea dopo il tributo allo Stadium: “Mi hanno voluto bene anche per il comportamento. Conte è un bel martello, Allegri ci ha fatto crescere”

Parte dalla fine, Andrea Barzagli, il senatore della Juve, nella lunga intervista rilasciata in esclusiva a Walter Veltroni, per la Gazzetta di oggi in edicola. Parte dall’addio allo stadium, domenica scorsa: “Un’emozione forte – dice – Avevo vissuto una settimana molto tranquilla, perché mi sentivo sereno. Secondo me era arrivato il momento giusto. Poi la mattina mi sono svegliato e mi è iniziato un po’ di magone, sapevo che sarebbero venuti la mia famiglia e i miei amici. Ho avuto un’annata calcisticamente difficile, sono stato molto fuori, non mi sentivo più all’altezza degli altri. E quando sei in una squadra del genere, con dei giocatori così, allenarti diventa impegnativo, c’è tantissima qualità quindi devi star bene fisicamente. Nello spogliatoio i ragazzi hanno scherzato e il magone mi è passato. Non mi aspettavo il prepartita con i ringraziamenti del presidente e la squadra schierata. Gigi che è venuto apposta da Parigi, mi ha fatto un enorme regalo. E già lì è stata un’emozione forte. Siamo ritornati dentro lo spogliatoio, quindi ho provato un attimo a scuotermi e a dire: ‘Ragazzi, grazie mille, però facciamo una partita seria, proviamoci'”.

La BBC

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Bonucci, Barzagli, Chiellini. Un trio che è diventato leggenda, impossibile non parlarne. “L’intuizione è stata di Conte, che ci ha messo a giocare a tre. Però sembravamo fatti apposta per incontrarci. La BBC esaltava le doti di ognuno. In campo bastavano gli sguardi, ci capivamo al volo. C’è stata in tutti e tre grande professionalità, grande attaccamento alla Juve e soprattutto grande voglia di migliorarsi. E questo non è scontato, perché nel calcio ci sono giocatori che potrebbero fare molto di più e non lo fanno. C’è una B in più da ricordare, quella di Gigi: un punto fisso, intelligenza e talento”.

i tecnici

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Capitolo allenatori: passato, presente e futuro. Allegri: “È una persona genuina, passava del tempo a parlare di vita, non solo di calcio. Ci ha fatto fare anche delle grandi risate, in questi anni. Nelle riunioni tecniche raccontava aneddoti in livornese. Ultimamente abbiamo tre quarti della squadra straniera… Faticavamo, Giorgio è anche livornese, a capirlo. Immagino gli altri. Mi ha insegnato molto e secondo me è cresciuto tanto anche lui, in questi anni. Mancherà, sono stati cinque anni intensi, belli e non pesanti”. Conte: “Antonio è un martello sul lavoro, ma anche lui, quando si lascia andare, è divertente. È uno molto concentrato sul lavoro. Sempre. È anche grazie a questo che ci ha fatto crescere. È stato parte fondamentale della famosa BBC, Conte ci ha insegnato un modo di difendere diverso rispetto a quello di una volta. Molto più aggressivo, un modo originale di marcare. Anche grazie a lui c’è stata questa crescita importante della Juventus”. E ora cosa serve alla Juve? “Non lo so e, in questo momento, visto che stanno decidendo, non mi voglio esprimere. Loro sanno benissimo cosa devono fare e ieri Paratici ci ha detto che hanno le idee chiare. Hanno sbagliato raramente e prenderanno la decisione giusta per il club”.

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