cartella esattoriale da 5 milioni


Il loro operato “può essere inquadrato nell’esercizio di attività, organizzate in forma di impresa, dirette a cessione di beni al dettaglio e, come tale, soggetta all’imposizione ai fini dell’Irpef, dell’Iva e dell’Irap”, quella che sembra una comune  motivazione che accompagna una cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate indirizzata a qualche imprenditore furbetto in realtà riguarda un’attività decisamente illecita: il traffico di droga. Un gruppo di persone indagate dalla procura di Trento per associazione a delinquere per traffico di droga, infatti, si sono viste recapitare una cartella esattoriale con la richiesta di una somma complessiva di 5 milioni di euro per i guadagni sul traffico e lo spaccio di droga per cui sono anche processati

Secondo gli inquirenti, la società criminale ha trafficato, nel 2015 e nel 2016, ben 334 chili di hashish e tre chili di cocaina, e proprio su questi dati si è basata la stima del Fisco per calcolare le tasse dovute. Un calcolo basato su una media presunta delle dosi vendute in base alla percentuale di principio attivo: in totale 8 milioni e 700mila euro di guadagno netto, per cui sono state chieste imposte per circa 5 milioni. “A questo punto valuteremo i ricorsi del caso anche se sarà divertente chiedere l’accertamento con adesione al fine di rappresentare le ragioni del mio assistito” ha spiegato l’avvocato di uno degli indagati , aggiungendo: “Anche perché siamo in attesa dell’esito del giudizio penale. In caso di assoluzione lo faremo presente. In caso di condanna, invece, chiederemo all’Agenzia delle entrate perché non è possibile, a questo punto, dedurre i costi dell’attività”.


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“Vi racconto il mio volo giù dal ponte Morandi”. Davide, un sopravvissuto


Genova testimonianza crollo ponte Morandi

 Foto Facebook/Davide Capello




Sono le 11:56 di martedì 14 agosto ed è in corso un violento nubifragio quando crolla, improvvisamente, una sezione di 200 metri del viadotto dell’Autostrada A10 che attraversa il torrente Polcevera tra i quartieri ​Sampierdarena e Cornigliano, a Genova.

E’ una tragedia di immani dimensioni: oltre 30 veicoli inghiottiti nel vuoto e travolti da tonnellate di cemento armato. Le vittime sono 43, ma oggi, a distanza di due mesi, a far rabbrividire non è solo il numero di morti e feriti (14), ma anche i racconti di chi quella tragedia l’ha vissuta in prima persona.

Come accade per ogni tragedia, ci sono storie di miracoli accanto a quelle di chi ha perso la vita. E’ il caso di Davide Capello, pompiere che si trovava sul ponte al momento del crollo. Viaggiava da solo nella propria vettura, quando è stato risucchiato nel vuoto per 30 metri ed è uscito miracolosamente illeso dall’impatto. Davide ha raccontato la sua storia all’Agi.

“Prima ho sentito un rumore, poi è crollato tutto. Stavo andando a Genova, ero sul ponte quando la strada davanti a me ha iniziato a crollare. Ho visto le macchine che mi precedevano precipitare nel vuoto e immediatamente dopo sono precipitato anch’io. Ho fatto trenta metri di volo e poi l’auto si è incastrata in un intercapedine tra l’asfalto e i supporti di cemento attutendo il colpo. È incredibile, ne sono uscito praticamente illeso”. 

Genova testimonianza crollo ponte Morandi

 Afp

 Ponte Morandi, Genova

Un miracolo, destino o solo fortuna. Davide non sa trovare una spiegazione: “E’ assurdo, tutto assurdo. Non è possibile che possa crollare un ponte dei quell’importanza, è un’esperienza che mi accompagnerà per tutta la vita”. La vita è cambiata “Oggi mi sento meglio, sto cercando di ritrovare un pò di serenità. Cerco di reagire ma le immagini di quei momenti mi hanno segnato a vita”.

Leggi anche: Così si corrode il calcestruzzo di migliaia di ponti italiani costruiti come il Morandi

Dopo lo schianto, “quando ho capito d’essere ancora vivo, ho cercato invano il cellulare ma il vivavoce bluetooth della macchina funzionava ancora. Ho chiamato subito i soccorsi, poi la mia ragazza e mio padre. Volevo salutarli, non sapevo se sarei uscito vivo da quell’inferno. Inizialmente non riuscivano a credere al mio racconto, è stata una conversazione surreale. Sarò rimasto in auto per una ventina di minuti, poi ho sentito le voci di due poliziotti che però non sono riusciti a raggiungermi. Mi sono fatto coraggio ed ho iniziato a scavare con tutta la forza che avevo nelle mani per uscire da quella montagna di macerie. Mi sono salvato”.

Leggi anche: I ponti italiani a rischio stabilità. Una mappa

A seguito della caduta il giovane, ha riportato “solo” uno schiacciamento della colonna cervicale e due ernie lombali espulse, ma il suo cuore e la sua mente hanno subito una ferita ancora non rimarginata: “Mi sto facendo aiutare per uscire dall’ incubo. Ho problemi legati al sonno”. Dorme poco, ma lotta per venirne fuori. 

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Davide si commuove quando pensa alle vittime: c’è un ricordo peggiore del crollo del ponte. “Il giorno più brutto della mia vita è stato quello dei funerali. Pensare al dolore di tutti i parenti delle vittime è straziante”

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“Napoli? Tutti hanno problemi con De Laurentiis. Un giorno potr raccontare…”


Gonzalo Higuain dal 2013 al 2016 al Napoli. Ansa

Gonzalo Higuain dal 2013 al 2016 al Napoli. Ansa

Passato recente e quindi Juve, ma anche uno sguardo alla prima squadra che lo ha portato in Italia, il Napoli. Gonzalo Higuain nell’intervista di oggi su La Gazzetta dello Sport confessa come al Milan si senta ringiovanito (“di 4 o 5 anni”), come sia tornato all’epoca di Napoli, ma a proposito degli azzurri si toglie qualche sassolino quando l’argomento scivola sul presidente Aurelio De Laurentiis: “La gente insulta gli altri, ma anche Lavezzi e Cavani si sono lasciati male. Eppure la colpa di tutti noi… Ora non posso, ma un giorno racconter tutto”.

I tifosi del Napoli la odiano e lei fa parte dell’elenco di chi non si lasciato bene con De Laurentiis.

“No ma colpa di tutti noi, non sua… Lavezzi si lasciato male, Cavani idem, con Sarri in panchina stato contattato un altro allenatore, e con me si preso 94 milioni (90, ndr). Tutti hanno problemi con lui e la gente insulta gli altri. Io con i tifosi del Napoli non ho nulla da dire di negativo, sono stati tre anni bellissimi. Mi hanno amato e ora mi odiano. Un giorno racconter quello che penso, ora non posso”.


Qual il tecnico con cui si trovato meglio in carriera?

“Senz’altro Sarri. E’ quello che mi ha fatto esprimere al meglio “.

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 Marco Pasotto 

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Le sue nozze vanno in fumo, promessa sposa regala il ricevimento a sconosciuti via Facebook


Ormai era tutto pronto per celebrare quello che doveva essere il matrimonio da favola sempre sognato ma quando le sue nozze son andate in fumo all’ultimo minuto ha pensato di non annullare tutto perdendo le somme già versate ma di regalare tutto il ricevimento ad un’altra coppia di sposi che non aveva mai visto prima, attraverso  un appello su Facebook. È la storia di una giovane promessa sposa statunitense dello stato del Texas, Kolbie Sanders, che purtroppo ha dovuto fare i conti con la fine della sua storia d’amore ad appena una settimana dal matrimonio. “Con la fine del mio fidanzamento, ho capito che ho fatto la cosa giusta per entrambi. Detto questo, ora voglio fare la cosa giusta per altri e lasciare che qualcosa di buono venga fuori da questa decisione” aveva  spiegato la giovane su Facebook

“Dal momento che per il mio matrimonio è già stato pagato tutto per intero, ho deciso di donare tutto a una coppia per il giorno del loro matrimonio. Una coppia che non avrebbe potuto permettersi un luogo elegante o una coppia che sta spendendo troppi soldi per i loro figli da non potersi permettere un bel matrimonio” ha spiegato la donna. L’intero pacchetto comprensivo di fotografie, cibo, fiori  e trucco, dopo una selezione, in effetti per  sorteggio è andato a una giovane coppia di genitori che si sposeranno sabato prossimo al posto di Kolbie.


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Fu il ghostwriter del signore di Verona


Una missiva che il sommo poeta, Dante Alighieri, avrebbe scritto di proprio pugno e che successivamente Cangrande della Scala inviò a Enrico VII, quando l’autore della Commedia era a Verona nel 1312. Una lettera, composta in veste di ghostwriter del signore di Verona, che cambierebbe molto di ciò che sappiamo della biografia dell’inventore della lingua italiana e quindi non una scoperta qualsiasi. Non solo un nuovo testo nel corpus dantesco. La scoperta è di Paolo Pellegrini, docente di Filologia e linguistica italiana all’università di Verona, e si basa su una lettera già pubblicata in passato, ma di cui nessuno si era accorto. O quantomeno, nessuno aveva pensato di attribuirla all’Alighieri. Ma cosa diceva la lettera che Cangrande inviò a Enrico VII?

In essa Cangrande della Scala denunciava all’imperatore Enrico VII i gravi dissensi sorti all’interno dei sostenitori dell’Impero: Filippo d’Acaia, nipote dell’imperatore e vicario imperiale di Pavia, Vercelli e Novara, e Werner von Homberg, capitano generale della Lombardia, erano venuti alle mani e solo il tempestivo intervento dei presenti aveva evitato un tragico epilogo. Cangrande manifestava all’Imperatore tutta la propria preoccupazione, invitandolo a riportare la pace e la concordia prima che altre membra del corpo imperiale si sollevassero le une contro le altre armate.

L’importanza del contenuto della lettera, dunque, era tale da suggerire a Cangrande di non affidarla alla penna di uno qualsiasi, ma al sommo poeta della lingua italiana per eccellenza, l’esule Dante Alighieri. Da un punto di vista filologico, secondo Pellegrini, gli elementi che porterebbero a un’attribuzione della lettera a Dante sono molteplici:

Da un’attenta analisi del testo della lettera, dei suoi riferimenti e degli stilemi linguistici, appare evidente come la probabilità che l’abbia scritta Dante sia altissima. In essa è inserito un richiamo ai passi di due Variae di Cassiodoro che Dante aveva già utilizzato più di una volta. Nell’arenga del 1306, nell’epistola “Ai signori d’Italia” e più ancora nell’esordio di un atto di pace stipulato nell’ottobre del 1306 in Lunigiana che vede il poeta comparire in prima persona, in qualità di procuratore dei Malaspina”.”E infine, ma si potrebbe continuare, nella lettera di Cangrande, i malvagi responsabili delle discordie imperiali vengono definiti “vasa scelerum”, sintagma che non ha sostanziale riscontro nella latinità medievale indicizzata ma che non può non richiamare il “vasel d’ogni frodà” affibbiato a frate Gomita in Inferno XXII.

L’analisi filologica non lascerebbe dubbi. E in più aggiungerebbe diverse conseguenze sull’aggiornamento biografico di Dante, perché la lettera dimostrerebbe che Dante abbia soggiornato a Verona per un lungo periodo, dal 1312 al 1320. Non si trovava dunque a Pia o in Lunigiana.


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Seguite veramente la dieta mediterranea? Scoprirlo è facile


Quasi non passa giorno senza che giungano nuove prove a sostegno della validit del modello alimentare mediterraneo e dei suoi legami con un migliore stato di salute e una pi lunga durata della vita. Lo confermano anche due recentissimi studi. Una meta-analisi appena pubblicata sul British Journal of Nutrition, che ha combinato i dati raccolti da sette studi prospettici, indica che l’aumento dell’aderenza al modello alimentare mediterraneo associato ad una ridotta mortalit in un campione di anziani. Nel secondo studio, invece, pubblicato su Sleep e condotto su pi di 2 mila americani, una maggiore aderenza alla dieta mediterranea risultata associata a una durata del sonno pi adeguata, fattore considerato importante anche per la prevenzione cardiovascolare. Di fronte a risultati come questi, pu venire da chiedersi se, e in che misura, la nostra dieta possa essere considerata davvero mediterranea.

Longevità: diete a confronto, meglio i cibi giapponesi o mediterranei?


Giappone e Italia: proteine vegetali e animali


Le evidenze

A rispondere ci aiutano alcuni ricercatori italiani autori di uno studio pubblicato di recente su Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases. In questa ricerca — spiega Patrizia Gnagnarella della Divisione di epidemiologia e biostatistica, dell’Ieo, l’Istituto europeo di oncologia di Milano e primo autore dello studio — partendo dal presupposto delle evidenze sempre pi forti della letteratura a favore della dieta mediterranea e sulla necessit di strumenti pi flessibili per una pi rapida e ripetuta misurazione dell’aderenza ad essa, abbiamo messo a punto un questionario che aiuta a misurarla.

Il questionario

Nel questionario messo a punto non vengono per menzionati diversi alimenti: uova, patate e formaggi. Abbiamo dato rilievo soprattutto ai cibi considerati i veri pilastri di questo modello alimentare: cereali integrali, verdura, frutta, compresa quella secca a guscio. Chi, rispondendo al questionario (qui a lato), dovesse verificare che segue poco o niente la dieta mediterranea, cosa potrebbe fare? Dovrebbe cercare — suggerisce la dottoressa Gnagnarella — di formulare i menu proprio a partire dagli alimenti appena citati. Come sottolineato anche dalle recentissime raccomandazioni del Fondo Mondiale per la ricerca sul Cancro, non esiste un singolo alimento miracoloso, ma l’effetto protettivo pu provenire da un “pacchetto” di scelte di vita sane che possono ridurre la probabilit di ammalarsi. Quindi — conclude la ricercatrice — dobbiamo dare la precedenza ai cibi di origine vegetale, completandoli con piccole porzioni di alimenti di origine animale, limitando il consumo di bevande alcoliche e senza mai dimenticare l’importanza dell’attivit fisica, che dovrebbe essere quotidiana

17 ottobre 2018 (modifica il 18 ottobre 2018 | 09:37)

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Salvini sapeva dei 49 milioni spariti, ma non fece nulla


Daniela Cantamessa, ex segretaria di Umberto Bossi, ha accusato Roberto Maroni di aver dilapidato il patrimonio della Lega e Matteo Salvini di esserne al corrente, ma di non aver fatto nulla:  “Glielo dissi personalmente, stanno sparendo i soldi. Ma lui non si sbilanciò molto” ha detto la donna in merito ai 49 milioni di euro sottratti tra il 2008 e il 2010. Cantamessa ne ha parlato in una video intervista pubblicata da The Post Internazionale.

“Quando Bossi si è dimesso aveva lasciato nelle casse del partito circa 40 milioni di euro“, racconta l’ex dipendente del Carroccio. Poi con la “gestione Maroni”, ci fu un cambio di organizzazione delle attività: “Maroni, invece di usare la struttura storica della Lega, utilizzava strutture esterne che avevano dei costi molto alti“, prosegue. “Il 18 aprile (2012, otto giorni dopo le dimissioni di Bossi, ndr) è stato fatto un contratto all’avvocato di Maroni di qualche centinaio di euro all’ora. Poi è stato portato lì un commercialista, anche lui esterno e presentava fatture su fatture, nonostante la Lega avesse la sua struttura contabile che funzionava”.

Il partito, dunque, si sarebbe affidato a consulenti esterni tutti vicini a Maroni, divenuto segretario federale della Lega Nord nel luglio di quello stesso anno, ricoprendo l’incarico fino al dicembre 2013. La ex segretaria di Bossi ribadisce di aver avvertito l’attuale ministro dell’Interno e vice premier, allora vice segretario federale della Lega, di quanto stava accadendo: “Con lui avevo un rapporto cameratesco. Era uno di noi. Gli dissi di fare qualcosa perché stavano sparendo tutti i soldi. Ma non si sbilanciò molto quando glielo dissi. Tutto questo disastro è stato impostato dal 2012 in poi”. Il video, pubblicato dal sito Tpi.it, è la prima di una serie di puntate in cui la testata indagherà su come sono spariti i 49 milioni della Lega.


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Un punto calvo in testa: era un cancro al seno metastatico


La prevenzione resta indubbiamente il modo migliore per combattere il cancro al seno, ma anche se i medici raccomandano di esaminarsi con regolarit, pu capitare che a volte il tumore si manifesti dove meno te lo aspetti. Persino sul cuoio capelluto, sotto forma di una chiazza calva, come successo a Patty Bolle di Haslett, nel Michigan, che ha scoperto in questo modo di avere un cancro mammarico metastatico, ovvero lo stadio pi avanzato della malattia che le era stata diagnosticata la prima volta 13 anni fa, ma che credeva di aver sconfitto con chemio, radioterapia e operazione, visto che aveva ormai superato la soglia dei cinque anni di remissione. E invece il tumore si ripresentato e per la signora Patty ricominciato tutto il calvario.

Tumore al seno e recidive: perché le cellule cancerose si risvegliano dopo anni


Perché si parla di «rude awakening» ovvero duro risveglio?


Una chiazza simile a una bruciatura

Ero andata a tagliarmi i capelli e a un certo punto la parrucchiera me li ha sollevati e ha detto “oddio, qui sei calva” e di fronte alla mia sorpresa, mi ha mostrato la chiazza pelata allo specchio, poco pi grande di una monetina e pi simile a una bruciatura, ha raccontato la donna alla stazione televisiva locale WSYM-TV. Una volta fatta la biopsia al cuoio capelluto, la diagnosi non poteva essere pi terribile: cancro al seno nella fase pi avanzata e una successiva scansione ha confermato che il tumore si era ormai diffuso. Seppur comprensibilmente devastata e sotto choc per la notizia, Patty ha ricominciato la sua battaglia contro l’ostinato male: sta prendendo un farmaco che colpisce le cellule tumorali e dice di sentirsi bene e di essere ottimista. So che il cancro al seno metastatico implacabile e che torner, ma a questo punto, coi nuovi farmaci che ci sono in circolazione, potrebbero volerci degli anni.

Tumore al seno, i possibili segnali


Tassi di guarigione raddoppiati


Una forma rara

Anni che per la donna avrebbe potuto non avere se Nikki McClure del Blush Salon di Holt non avesse scoperto quell’inattesa chiazza. Il parrucchiere ti guarda il cuoio capelluto molto di pi di quanto non farebbe il tuo medico – ha spiegato l’hair stylist – perch quest’ultimo cerca lentiggini e nei sospetti sul corpo, ma non guarderebbe mai nei capelli per vedere se c’ qualcosa fuori dall’ordinario. Per la verit uno studio pubblicato a marzo del 2017 sulla rivista Ear Nose & Throat ha evidenziato come le manifestazioni di cancro al seno metastatico in testa e sul collo siano relativamente rare, perch di solito colpisce ossa, fegato, polmoni e cervello, ma quanto successo alla signora Patty dimostra che l’organismo manda costantemente indizi sul proprio stato di salute, basta solo saperli cogliere e agire tempestivamente.

17 ottobre 2018 (modifica il 18 ottobre 2018 | 09:30)

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“Milan, vinciamo subito. Gattuso super, la Juve mi ha cacciato”


Gonzalo Higuain vuole tutto. E subito. Il Pipita ha fame di vittorie, ma non pu aspettare. E nel corso della maxi-intervista concessa a Marco Pasotto confessa di voler “vincere subito. A cominciare dal derby di domenica contro l’Inter”. Sulla Gazzetta dello Sport in edicola oggi trovate la versione integrale della lunga chiacchierata col fuoriclasse argentino. Eccone alcuni estratti.

Gonzalo Higuain, 30 anni. LaPresse

Gonzalo Higuain, 30 anni. LaPresse

Higuain, la dirigenza rossonera ha detto che il lasso di tempo per tornare a vincere si assesta sui tre anni.


“Io sono qui ora e penso a vincere quest’anno, non posso aspettarne tre. Dobbiamo avere la consapevolezza di poter vincere qualcosa gi in questa stagione, perch il Milan ha i mezzi per riuscirci. E se non ce la faremo, vedremo la prossima. Per dobbiamo far capire ai tifosi che siamo in grado di fare una bella annata”.

Parole da leader. Lei ha avuto un ingresso trionfale nello spogliatoio.

“Un approccio bellissimo, vero. Sono solo dispiaciuto per la classifica perch meriteremmo di stare pi in alto, ma per il resto mi sento in un momento buonissimo della mia vita sia a livello mentale che professionale. Mi sento ringiovanito. Gattuso mi piace da matti, ti guarda in faccia e ti trasmette il suo amore per il calcio”.

Il suo passato la Juve. Possiamo dire che la situazione ha preso una brutta piega dalla finale di Coppa Italia in poi?

“Dentro di me quel giorno ho avuto la sensazione che s, forse sapevo che si era rotto qualcosa. E poi hanno preso Ronaldo. La decisione di andare via non mia. Ho dato tutto per la Juve, ho vinto diversi titoli, dopo di che arrivato Cristiano, il club voleva fare un salto di qualit e mi hanno detto che non potevo restare e che stavano provando a cercare una soluzione. La soluzione migliore stata il Milan”.

Ha sentimenti di rivalsa nei confronti del club bianconero?

“No, nessuno. Il mio un sentimento di affetto perch mi hanno trattato benissimo. Compagni e tifoseria mi hanno dato un affetto enorme. Per non ho chiesto io di andare via. Praticamente, lo dicono tutti, mi hanno cacciato. Al Milan ho avuto da subito un amore grandissimo e cos mi hanno convinto”.

Parliamo di Inter, ora. Domenica dall’altra parte ci sar Icardi. Forse ne ha gi sentito parlare.

“Veramente qui non stiamo giocando a tennis, ma a calcio. Undici contro undici, non centravanti contro centravanti. Vincono le squadre, non i giocatori. Lui comunque sta facendo bene da diversi anni, ha segnato tanti gol, giovane e ha margini di crescita. Dipende da lui continuare cos. Gli auguro il meglio”.

Inter-Milan, coreografie spettacolo: quando il derby uno show

Gli porterebbe via qualcosa?

“L’abilit nel colpo di testa e le tempistiche in area: un assassino”.

In pura teoria, la vostra potrebbe essere una coppia compatibile?

“Direi di s, anche perch per me non un problema giocare con un altro attaccante. In carriera ho avuto accanto tantissimi centravanti, mi adatto a tutto come gli altri si devono adattare a me”.

Avete rapporti fuori dal campo? Vi capita di parlare?

“No, non parliamo”.

 Gasport 

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Fanno sesso col proprio cane: condannati. L’animale sarà abbattuto: È diventato aggressivo


Vittima fino alla fine. Bubba, un cane di razza Akita, oggetto di abusi sessuali da parte del suo proprietario e della sua ragazza, verrà abbattuto. La povera bestia era stata portata in un rifugio per animali dopo essere stata prelevata dall’abitazione dei suoi molestatori Frederick Manzanares, 51 anni, e Janette Solano, 49 anni, ad Aurora, in Colorado. Ma secondo Local10, il personale di soccorso afferma che il cane “è troppo aggressivo” e “rappresenta un pericolo” per gli altri ospiti del centro. Anche il procuratore Amy Ferrin ha ribadito in tribunale che “Bubba non sta affatto bene”. Ne ha parlato all’udienza di condanna per il suo proprietario, Manzanares, nella quale il 51enne è stato condannato a sei mesi di carcere. Nonostante i suoi maltrattamenti, l’uomo avrebbe supplicato un giudice di “provare ad aiutare a riabilitare” l’animale nella stessa udienza di martedì. Ma la sua richiesta è stata respinta. Manazares non potrà tenere un animale domestico per i due anni che dovrà trascorrere in libertà vigilata dopo essere che sarà rilasciato dal carcere.

La ex-fidanzata dell’uomo, Janette Solano, è stata condannata 24 mesi con pena sospesa, dopo aver ammesso una sola accusa di crudeltà sugli animali. È stata la stessa 49enne a denunciare l’uomo nel marzo 2017, sostenendo che Manazares l’avesse “costretta a fare sesso con Bubba”. Durante una perquisizioni, i poliziotti avevano trovato foto e video di Solano che faceva sesso con l’animale in una camera appositamente costruita per quelle bestialità. Gli investigatori hanno scoperto uno speciale spray a base di ormoni che Manazares usava per “attivare” il cane prima che lui e Solano ne abusassero.


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