Boateng racconta…com’è la vita con Zlatan! “Se perde in allenamento poi per 4 giorni non…” – Il Posticipo


Di Zlatan Ibrahimovic si parla tanto e spesso e, in un certo senso, è anche giusto: si tratta di uno di quei giocatori che ha ornato e vivacizzato il calcio europeo per tanti anni ed ora è andato a portare un po’ del suo immenso lume calcistico oltreoceano. Si è parlato spesso delle sue qualità tecniche, del suo carisma, del suo carattere, da molti descritto come presuntuoso ma che in realtà riflette semplicemente la consapevolezza di essere qualche spanna sopra a tutti gli altri. E ovviamente delle sue sfuriate più o meno fisiche ai danni di compagni di squadra e avversari. Nessuno, però, prima d’ora, sapeva che il buon Ibra… non parla con i compagni di squadra per 4 giorni dopo aver perso la partitella in allenamento. Parola dell’ex compagno di squadra Kevin-Prince Boateng.

BRONCIO – Stando a quanto si è detto spesso in passato, Zlatan non sembra proprio il tipo di persona che tiene la bocca chiusa quando qualcosa non gli sta bene. E a volte, le divergenze venivano saldate con metodi ben meno diplomatici dei semplici scontri verbali. E chi poteva immaginarsela una versione di Ibrahimovic che si arrabbia con i compagni e decide semplicemente di ignorarli? Boateng ha raccontato a DAZN: “Quando sono arrivato nello spogliatoio il primo giorno mi ha chiamato per nome. Ho pensato ‘Wow, conosce il mio nome!’. Ci siamo trovati in sintonia da subito! Zlatan è un leader: non ho mai conosciuto una persona più ambiziosa. Se perde in allenamento non ti parla per quattro giorni“. Rimane comunque quasi impossibile immaginare un Ibra che tiene il broncio.

VITE PARALLELE – Oltre all’esperienza al Milan, in comune, Ibra e Boateng hanno altre cose in comune anche se sembrano viaggiare su dei binari: due carriere, in un certo senso, vicine ma… parallele. Con grande sorpresa, Kevin-Prince Boateng è stato chiamato a Barcellona per provare a interpretare il ruolo di vice-Suarez e quindi di centravanti e all’occorrenza falso nueve. Lo stesso ruolo che ha ricoperto Ibra nel Barça nella stagione 2009/2010, proprio prima di tornare a Milano sull’altra sponda del Naviglio. Certo, si tratta di due rette parallele perché i due giocatori, in quanto a rendimento in carriera sono molto, molto diversi. Ma di certo, se nel calcio fossero tutti Ibrahimovic, sarebbe tutto molto meno divertente. “Io un leader? Chi mi segue? Non ho mai rivendicato di esserlo. Qualcun altro potrebbe dirlo ma non significa nulla… solo chiacchiere. La leadership va mostrata sul campo dopodiché tutti ti seguiranno“. Come succede con Ibra!




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