“Bologna città meravigliosa, la salvezza è possibile” – Tutto Bologna Web


Le prime parole del tecnico serbo alla sua seconda esperienza a Bologna.

Perché hai scelto Bologna? “Sono stato qua 10 anni fa, sono stato bene, una città meravigliosa in una regione fantastica. Ho conservato un bel ricordo della città e del club. La mia idea era andare all’estero, ma alla fine è arrivata questa proposta e io avevo voglia di lavorare”.

“Ho visto un po’ di partite e credo che la squadra si possa salvare. Se non ne fossi convinto non sarei venuto. È difficile, dobbiamo fare tutto in fretta e i giocatori lo hanno capito. Sono stati disponibili. Con l’ultima partita si è toccato il fondo e peggio di così non si può andare. Serve coraggio e fiducia”.

“La squadra, per come l’ho vista io, non ha mai sbagliato atteggiamento. C’è sfiducia, ma sono convinto di poter infondere coraggio. È basilare per le mie squadre avere coraggio. Non dobbiamo preoccuparci dell’avversario, cercheremo di spostare 20 metri il baricentro più avanti”.

Pensi di avere bisogno di rinforzi? “Ho parlato col direttore, ma una cosa è vedere le partite in tv e un altro è allenare. Abbiamo le idee chiare, se c’è bisogno di fare qualcosa lo faremo”.

“Sono dieci anni che alleno, penso di essere cresciuto. Se da giovane contavo fino a uno oggi conto fino a 3, ma forse a 10 non ci arrivo. La mia storia dice che ho fatto sempre meglio dell’allenatore precedente e il successore ha fatto sempre peggio di me”.

Cosa è successo a Lisbona? “È cambiato il presidente, ma io firmo con la società. Avevo tre anni di contratto, l’esperienza mi attraeva ma poi siamo finiti in tribunale. Io non c’entra o niente, hanno fatto tutto loro. L’ho vissuta male perché ero in vacanza con la mia famiglia e per uno come me abituato a lavorare non è stato facile restare a casa”.

Quanto ci hai pensato per accettare? “Ci siamo trovati subito con Fenucci, le sfide mi piacciono anche se sarebbe stato meglio arrivare prima e lavorare con più calma. È difficile raddrizzare la situazione, ma le cose facili non mi piacciono. Saputo? Mai visto un presidente così umile e bravo. Ieri mi ha fatto una gran bella impressione. Se non ce la facessimo mi dispiacerebbe tanto”.

Idee sul modulo? “Per come la vedo io direi 4-3-3 o 4-2-3-1. A me piace una squadra offensiva, pressando alto cercando di recuperare palla. Sappiamo che è stata costruita per la difesa a 3, dovremo lavorare maggiormente sui terzini”.

Dove può giocare Soriano? “Lui può fare l’interno, l’esterno e anche il trequarti. Possiamo cambiare modulo durante la partita senza sostituzioni”.

Palle inattive? Mi sembra che Pulgar e Orsolini le tirino bene, poi c’è Sansone. Non credo che siamo messi male, a Torino ad esempio avevamo solo Liajic”.

Un messaggio verso i tifosi? “La squadra deve coinvolgere i tifosi, quando si vede una squadra che lotta e ci prova il tifo ti segue. Siamo noi con il mostro impegno a trascinare i tifosi. Credo che la squadra non abbia mai sbagliato atteggiamento. Forse un po’ di timidezza è emersa e serviva una cazzimma maggiore. Chiedo al tifo di starci vicini. Solo insieme ne possiamo uscire”.

“La qualità del Bologna è meglio della classifica che ha. Prospettive? Io penso da qua fino a giugno”.

Destro può ritornare nel progetto? “Ci ho parlato oggi, per me è incredibile che un giocatore con le sue qualità non giochi. Penso sia un giocatore importante e nel mio modo di vedere il calcio sarebbe ideale. Tocca a lui, io non ascolto quello che dice la gente, conta solo il mio rapporto con lui. Se lui in allenamento mi fa vedere rabbia e voglia per me è titolare. Vedo che non è in forma, lo vedo giù fisicamente ma non deve mollare. Quando lo vedrò pronto lo metterò dentro. Se lo recuperassimo saremmo tutti contenti. Posso dargli una mano, ma prima deve aiutarsi da solo”.

 




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