Bonus bebè 2019, come potrebbe cambiare l’assegno per i neo-genitori


Il bonus bebè verrà rinnovato. O forse no. Negli ultimi giorni si è tornato a discutere della misura, introdotta nel 2015, che garantisce un aiuto economico (di 960 euro l’anno) ai neo-genitori. Il governo non l’ha rinnovata con la legge di Bilancio, ma avrebbe deciso di lasciare la decisione al Parlamento, mettendo a disposizione 100 milioni di euro per la famiglia. Che i bonus introdotti nella scorsa legislatura non piacciano al governo e al M5s, d’altronde, non è una novità. Ma questo non vuol dire che non possano essere confermati o leggermente modificati, come già avvenuto per quanto riguarda le misure per i lavori in casa (ristrutturazione edilizia, ecobonus). Difatti, secondo quanto fanno sapere fonti parlamentari, è allo studio la possibilità di riproporre il bonus bebè, magari con una leggera riformulazione, da inserire probabilmente attraverso un emendamento alla legge di Bilancio.

Il bonus bebè non è quindi scomparso, non definitivamente almeno. E lo dimostra quanto spiegato negli scorsi giorni a Fanpage.it da una fonte governativa, che raccontava come l’intenzione fosse quella di lasciare decidere al Parlamento in che modo intervenire per la famiglia: con o senza bonus e con o senza modifiche, eventualmente, al bonus bebè. Nella legge di Bilancio, comunque, non c’è alcuna previsione nello specifico per il bonus bebè, né per altre misure come il congedo di quattro giorni per i neo-papà o il voucher baby sitter. A rischio, inoltre, anche il fondo mutui per la prima casa. Tutti provvedimenti che potrebbero sparire dal prossimo anno. Ieri era stato il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, ad assicurare che ci sarà un emendamento alla Camera per prorogare queste misure.

L’obiettivo, per il bonus bebè, è quello di migliorare quelle che vengono definite inefficienze. Attualmente la misura prevede l’erogazione di 960 euro l’anno per i neo-genitori con Isee inferiore ai 25mila euro. Una cifra che raddoppia in caso di Isee sotto i 7mila euro. La norma è stata rifinanziata solamente fino al 2020, coprendo quindi solo i nati entro il 31 dicembre 2018. Ora servirebbe una proroga: è da vedere se, eventualmente, si tornerà al progetto iniziale (bonus erogato per i primi tre anni di vita del bambino) o a quello attuale con l’assegno che vale per il primo anno. Il secondo sembra più facilmente realizzabile per una questione di risorse. Resta invece finanziato fino al 2020 il bonus nido così come il premio di natalità a 800 euro, misura ormai a regime.

Come funziona il bonus bebè

Il bonus bebè è stato introdotto nel 2015 e valeva per i primi tre anni di vita del bambino: è stato poi ridotto solamente al primo anno di vita. Si tratta di un assegno che vale, ad oggi, per tutti i nati tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2018 in famiglie con Isee inferiore ai 25mila euro annui. L’assegno viene corrisposto mensilmente per un massimo di 12 mensilità, a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia. La misura, infatti, vale anche per i bambini adottati. Nel caso in cui la famiglia richiedente abbia un Isee inferiore ai 7mila euro, l’assegno raddoppia e arriva a 1.920 euro. Il pagamento dell’assegno viene effettuato a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Nella legge di Bilancio varata dal governo non si parla di bonus bebè, ma vengono stanziati 100 milioni “da destinare a interventi a favore della famiglia”, secondo quanto risulta da una delle bozze circolate prima della versione definitiva (in cui questa parte si sposta alla seconda sezione della manovra).

La proposta di legge che cambia il bonus bebè

Il bonus bebè potrebbe quindi essere modificato in Parlamento, durante la discussione della legge di Bilancio. Ma non si sa quali saranno le eventuali modifiche di cui hanno parlato anche alcuni esponenti del governo. Una proposta di modifica era stata avanzata all’interno della proposta di legge sulle semplificazioni fiscali di cui prima firmataria è Carla Ruocco, presidente della commissione Finanze. In quel testo si propone un rinnovo che comprenda i nati nel 2019, 2020 e 2021, con un assegno diversificato per fasce di reddito. Gli importi sarebbero: 1.920 con Isee sotto i 7mila euro; 1.560 euro per Isee dai 7 ai 13mila euro; 1.200 euro con Isee da 13 a 19mila euro; e 960 euro per chi ha un Isee sotto i 25mila euro. Secondo quanto riportato nella proposta di legge, per attuare queste modifiche servirebbero 337 milioni di euro per il 2019 e il 2020, 202 per il 2021 e 67 per il 2020. Molto più dei 100 milioni previsti, in totale, per la famiglia nella legge di Bilancio. Quindi difficilmente sarà questa l’ipotesi di modifica in caso di proroga del bonus bebè.


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