“Brutto primo tempo, ma la crescita passa da partite cos”


Gennaro Gattuso , allenatore del Milan, 41 anni. LAPRESSE

Gennaro Gattuso , allenatore del Milan, 41 anni. LAPRESSE

Terza vittoria di fila in campionato per il Milan di Gennaro Gattuso, che al termine della partita contro l’Empoli parte dall’analisi del primo tempo non esaltante dei suoi: “L’approccio alla gara non mi piaciuto: la nostra circolazione del pallone faceva il solletico agli avversari e per quattro-cinque volte i due terzini si sono fatti trovare alti quando perdevamo il possesso. Nel secondo tempo ci sono stati pi movimenti senza palla. Ero preoccupato da questa partita: la crescita della squadra passa da partite del genere. Il modo in cui abbiamo affrontato la ripresa mi fa ben sperare”.

PIATEK & BAKAYOKO
L’allenatore dei rossoneri, che marted affronteranno la Lazio nell’andata della semifinale di Coppa Italia, non vuole distrazioni: “Ora mancano 13 gare: dobbiamo pensare partita per partita. Quando giochi in questo stadio con questa maglia senti la pressione. Era da qualche anno che non ci giocavamo qualcosa di importante”. Tra i migliori, come spesso capita nell’ultimo periodo, Bakayoko e Piatek. Sul primo Gattuso ha detto: “Il calcio bello perch, a differenza della vita, se ti impegni si pu far cambiare subito idea sul tuo conto. Anche oggi Bakayoko ha stretto i denti”. Sul centravanti polacco ha aggiunto: “Se abbiamo segnato 9 gol nelle ultime 3 partite merito di Piatek, ma anche dei compagni che lo mettono in condizione di segnare”.


MUSI LUNGHI
Gattuso ammette che non tutti sono felici del minutaggio, nonostante i buoni risultati: “Avere musi lunghi fa parte di questo lavoro. Se sorridi quando sei in panchina non va bene. Io vado alla ricerca del rispetto, non faccio le scelte per simpatia o antipatia e mi piace che ci sa un confronto. Bisogna lavorare bene e farsi trovare pronto: siamo in tanti e mi piace avere tutti a disposizione. L’importante guardarsi negli occhi”.

IL MILAN DI GATTUSO
L’allenatore torna anche sul periodo difficile affrontato dal Milan prima della pausa invernale, quando non di rado i rossoneri scendevano in campo con due attaccanti: “Ho provato a giocare cos, ma il primo a cui non piaceva quella squadra ero io. In quelle partite l’area si riempiva in modo non corretto, con due attaccanti eravamo prevedibili e davamo troppo campo agli avversari”.

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