Cabrini: “Mi piace il Liverpool, ma il Tottenham sarà un avversario difficile” – La Gazzetta dello Sport


Il campione del mondo ’82 sulla finale di Champions: “Il calcio inglese è divertente e aggressivo, ma il merito è anche nostro. Ronaldo o Messi? Scelgo CR7”

Il calcio che cambia e come cambia, Ronaldo e Messi, la finale di Champions. Antonio Cabrini, tredici anni con la Juve (in bianconero ha vinto una Coppa dei Campioni, una coppa delle Coppe, una coppa Uefa, una Supercoppa Uefa, una coppa Intercontinentale, sei scudetti e due coppa Italia) e campione del mondo con l’Italia di Bearzot nel 1982 a poche ore dalla finale di Champions dopo aver partecipato a un evento Betfair all’Allianz Stadium parla del calcio di ieri e di oggi, ammettendo che da un po’ di tempo si diverte soprattutto a vedere le partite della Premier League.

Quindi non è sorpreso che alle finali delle due più importanti competizioni per club siano arrivate quattro squadre inglesi.

“Il calcio inglese è da sempre diverso dal nostro. È più divertente ed aggressivo, bello da vedere e un po’ spregiudicato. Magari non ha la qualità che trovi in altri campionati, però il salto di qualità lo ha fatto in questi ultimi anni. La crescita è dovuta soprattutto ai grandi giocatori che sono arrivati in Premier. Ma un piccolo merito lo abbiamo anche noi italiani. I nostri allenatori hanno fatto molto bene, vincendo tanto e dando qualcosa soprattutto dal punto di vista tattico, che era un po’ il limite delle squadre inglesi”.

E se devi scegliere una squadra?
“Dico il Liverpool. Mi diverto e mi piace questo tipo di gioco molto verticale con Firmino dietro a due punte velocissime come Salah e Mané. Il brasiliano è il giocatore determinante, tatticamente è intelligentissimo, dà i tempi alle manovre d’attacco e si muove in armonia con gli altri della prima linea”.

Il Tottenham invece è la vera sorpresa.
“Si e non sarà un avversario facile da superare per il Liverpool. In campionato i Reds hanno sempre sofferto contro la squadra di Pochettino. Hanno giocatori di grande qualità come Eriksen, Son e Kane. E poi non mollano mai, come hanno dimostrato nella semifinale con l’Ajax”.

Il City di Guardiola invece è stata la delusione della Champions, forse cambia troppo poco il suo modo di giocare?
“Il City ha vinto la Premier facendo 98 punti, un risultato eccezionale. In Champions è stata sfortunata, poteva essere in finale. Poi è vero che Guardiola insiste molto sui suoi concetti di gioco, ma non vedo molti allenatori in giro che cambiano il loro sistema durante la stagione”.

Dai suoi tempi a oggi quanto è cambiato il calcio?
“Tantissimo, direi in maniera radicale e a me piaceva più quello che giocavo io e senza nessun sentimentalismo. Non dico che adesso sia noioso, ma non mi fa impazzire: trenta anni fa era impensabile che se un giocatore aveva la palla in attacco la passava al portiere. I centrocampisti e gli attaccanti guardavano verso l’area avversaria, ecco perché mi piace il calcio che gioca il Liverpool. Un calcio verticale”.

Una finale senza Ronaldo e Messi, chi è il numero uno al mondo?
“Scelgo Cristiano, perché è un leader assoluto. Messi ha un talento incredibile ma è mancato spesso nelle partite decisive, soprattutto con la maglia dell’Argentina”.


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