Cairo: “Il calcio è sinonimo di inclusione e divertimento” – La Gazzetta dello Sport


Il messaggio del presidente di Rcs al Santo Padre nel corso dell’incontro “Il calcio che amiamo”

Ecco il messaggio del presidente di Rcs MediaGroup, Urbano Cairo, indirizzato a Papa Francesco, all’evento “Il calcio che amiamo” organizzato oggi dalla Gazzetta dello Sport con la Santa Sede.

La lettera

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Santo Padre, La Gazzetta dello Sport, la FIGC, la Lega Serie A e la Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del Miur la ringraziano per averci concesso l’onore di condividere in Vaticano quello che, in misura diversa per ciascuno di noi, rappresenta una parte fondamentale della nostra quotidianità. Questa mattina ci siamo infatti ritrovati per parlare del “Calcio che Amiamo”: quello dei giovani, quello dei ragazzi che rappresentano il nostro futuro.

Quante volte, noi adulti, ci sproniamo a “fare squadra”? Un concetto mutuato dallo sport e che il calcio, soprattutto, ci ha insegnato fin da bambini. “Fare squadra” sul campo significa misurarsi con la condivisione e la convivenza, all’interno di uno spogliatoio e tra un gruppo di persone diverse. Ma anche misurarsi con il valore del rispetto: per queste stesse persone, per gli spazi comuni e per le regole imposte dal gioco. Il calcio, al pari di tutto lo sport, non sostituisce la famiglia e la scuola che rimangono i pilastri dell’educazione dei nostri ragazzi: è come il fratello maggiore che rafforza i concetti di rispetto, lealtà e divertimento.

Ma calcio è soprattutto sinonimo di inclusione: pensiamo a quando, da ragazzi, nel cortile dell’oratorio o al parco andavamo in cerca di altri bambini per poter fare squadra. La domanda “Vuoi giocare con me?” è uno dei primi gesti di accoglienza che un bambino possa manifestare: verso ragazzi più grandi, più piccoli, con disabilità o che siano di altre nazionalità, culture e religioni.

Senza mai dimenticare quale sia l’obiettivo di un ragazzo che prende a calci un pallone: divertirsi. Il calcio è divertimento e il divertimento non va insegnato, va preservato e coltivato. È la radice del calcio, la sua essenza, il suo lato migliore. Offre ai nostri ragazzi un contenuto di vita sano, distogliendoli dalle insidie che potrebbero incontrare nel loro percorso di crescita.

Saremmo quindi onorati di ascoltare le Sue parole, Lei che in prima persona ha spesso condiviso la Sua passione per questo sport. Noi, i ragazzi delle scuole e tutti coloro che stanno seguendo questo evento faremo certamente tesoro del Suo messaggio.


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