Cambiare manovra significherebbe tradire gli elettori


Per il governo non cambia nulla. Lega e M5S blindano la nota d’aggiornamento al Def: sulla bocciatura del documento programmatico da parte dell’Ufficio parlamentare di bilancio, intervengono Salvini e Di Maio prima di iniziare il vertice a Palazzo Chigi. “Ascoltiamo tutti ma gli italiani ci chiedono di tirare dritto”, ha commentato il vicepremier leghista a piazza Colonna. E poi aggiunge: “Non contesto quelli che sono stati in silenzio per anni. È curioso che Bankitalia, Commissione, Corte dei Conti indichino la strada del ritorno al passato: le ricette del passato hanno portato al disastro. Quindi mi domando dove tutti questi economisti erano mentre l’Italia si impoveriva e si precarizzava”. Il titolare del Viminale rincara la dose: “Noi andiamo avanti e secondo me cresceremo anche di più del 2%, non dell’1,5%”.

“Cambiare” l’impostazione della manovra “sarebbe tradire i cittadini”, gli fa eco il leader M5s Luigi Di Maio. “Penso che i mercati vogliano molto più bene all’Italia di tanti euroburocrati. Non credo che l’Italia sia a rischio dal punto di vista finanziario” – ribadisce il vicepremier pentastellato – “Ma soprattutto ci interessano i cittadini. Si va avanti”. 

Dello stesso avviso è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “I numeri della manovra di bilancio non sono assolutamente in discussione, anzi la manovra stessa si rafforza con il piano di investimenti per il Paese di cui domani discuteremo insieme alle principali aziende di Stato nel corso della cabina di regia qui a Palazzo Chigi”. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria potrebbe tornare domani mattina davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato per fornire ulteriori chiarimenti. La procedura prevede appunto che il ministro torni a spiegare la posizione del governo nel caso a richiederlo siano un terzo dei parlamentari delle Commissioni. Se così fosse, il ministro, a quanto si apprende, sarebbe pronto a tornare.


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