carabiniere condannato a 4 anni e 8 mesi


Condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusone, è questa la pena inflitta in primo grado oggi dal Gup di Firenze a Marco Camuffo, uno dei due carabinieri accusati di aver violentato due studentesse americane nel capoluogo toscano mentre erano in divisa e in servizio nella notte tra il 6 e il 7 settembre del 2017. Nell’ambito della stesa udienza è stato rinviato a giudizio invece Pietro Costa, l’altro militare dell’arma coinvolto nell’inchiesta, che a differenza del collega non ha scelto il giudizio abbreviato e dovrà presentarsi in tribunale il 10 maggio dell’anno prossimo. La sentenza di condanna emessa dal giudice per le udienze preliminari, che ha tenuto conto di un sconto di un terzo della pena per il rito abbreviato, è stata più clemente rispetto alle istanze del pm Ornella Galeotti che aveva  richiesto una pena di 5 anni e 8 mesi per Camuffo. Dopo le accuse e le indagini degli inquirenti, entrambi i militari erano stati destituiti dall’Arma al termine dell’indagine disciplinare interna che era stata avviata dopo la denuncia delle ragazze.

Secondo l’accusa, i due carabinieri abusando della loro divisa e violando gli ordini impartiti dai superiori, avrebbero violentato le due ragazze agendo in modo “repentino e inaspettato”. In particolare avrebbero fatto salire illegittimamente le ragazze a bordo della vettura  di servizio per accompagnarle nel loro alloggio ma una volta giunti a destinazione avrebbero abusato di loro. Second la ricostruzione della Procura, i due erano stati chiamati per una rissa nella discoteca Flo, a Piazzale Michelangelo: al termine dell’operazione, si sono trattenuti nella discoteca a parlare con le ragazze e poi le hanno accompagnate a casa usando l’auto di servizio, cosa possibile solo in casi eccezionali. infine avevano parcheggiato l’auto sotto l’abitazione delle studentesse, nel centro di Firenze, dove poi sono saliti e dove di sarebbe stata consumata la violenza sessuale.

I due uomini, ormai ex carabinieri,  hanno ammesso di aver avuto rapporti sessuali con le due ragazze, ma hanno sempre proclamato la loro innocenza, affermando che le studentesse statunitensi erano consenzienti . Versione ribadita anche nell’udienza di oggi davanti al Gup al termine della quale i legali di entrambi hanno chiesto l’assoluzione. Rendendo dichiarazioni spontanee, Camuffo inoltre ha sottolineato  che non fu lui a decidere di accompagnare le ragazze dalla discoteca alla loro casa di Firenze, ma fu iniziativa del collega. Secondo le rilevazioni alcoliche effettuate alle 6.51 del mattino del 7 settembre, le due giovani erano in stato di ebrezza alcolica, particolare fondamentale secondo  l’accusa perché dimostrerebbe che in quel momento le ragazze erano incapaci di decidere. Le vittime dell’abuso avevano subito denunciato l’accaduto e hanno spiegato sin dal primo momento di essere rimaste pietrificate perché spaventate considerando che i due avevano la pistola.

“Il mio assistito non ha detto niente ascoltando la sentenza”, ha riferito il difensore di Camuffo, l’avvocato Filippo Viggiano, aggiungendo: “Sentenza severa, faremo appello.  Unico elemento forte in mano all’accusa è la denuncia fatta nell’immediatezza, 20 minuti dopo il fatto. Ma può bastare questo di fronte agli elementi contrari per sostenere la violenza sessuale, argomenti che noi sosteniamo?. Il tasso alcolemico non è stato un argomento molto sviluppato nella discussione. Vedremo nelle motivazioni la valutazione del giudice”.


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