Ci sono 25 nuovi neologismi che dovete conoscere se parlate inglese


Ci sono 25 nuovi neologismi che dovete conoscere se parlate inglese



State considerando vacanze o addirittura trasferimenti in territorio americano? Allora non potrete fare a meno di proseguire con la lettura. Lo storico dizionario Merriam-Webster, vera e propria istituzione a stelle e strisce, ha aggiunto quest’anno ben 840 termini in più, un chiaro segnale di come il progresso si tiri dietro anche una nuova linguistica con la quale gli americani e, ammettiamolo, di conseguenza tutti noi, ci troveremo ad avere a che fare. Internet è la risposta, ha cambiato la nostra vita e pian piano si appresta a cambiare il nostro linguaggio, era facilmente prevedibile, impossibile da evitare.

La rivista Mentalfloss pone l’attenzione su alcuni di questi nuovi termini, 25 per l’esattezza, come “Bougie” che è il nuovo modo per dare del borghese a qualcuno, una abbreviazione che in epoca Trumpiana risulterà particolarmente utile. Altre abbreviazioni in linea con questi nuovi tempi particolarmente frettolosi sono “TL” e “DR” che stanno per troppo lungo, solitamente da leggere, dato che c’è sempre meno tempo per la lettura. O “haptics” che sta per “L’uso di movimenti generati elettronicamente o meccanicamente che un utente sperimenta attraverso il senso del tatto come parte di un’interfaccia (ad esempio su una console di gioco o uno smartphone)”.

Ci sono 25 nuovi neologismi che dovete conoscere se parlate inglese

“Force quit” si usa quando vogliamo interrompere bruscamente l’utilizzo del pc, allora ci tocca chiudere forzatamente, appunto, i programmi ancora aperti. La “modalità aereo” invece non è certo una novità e le spiegazioni stanno a zero, è una funzionalità essenziale per quando viaggiamo in aereo che ci permette di utilizzare tutte quelle app del nostro smartphone che non prevedono l’utilizzo di Internet. Anche “Instagram” rientra nei neologismi americani ufficiali, la popolare piattaforma che pian piano sta superando Facebook come re dei social.

Pare che non ci sia tempo nemmeno al bar e un classico Margarita diventi “Marg”, e se preferite la birra accomodatevi pure ma attenti a non berne troppa altrimenti qualcuno potrebbe darvi del “Hophead”; se non volete rischiare potreste ordinare un “Mocktail”, ovvero un analcolico. Fretta al bar così come al ristorante dove il Guacamole diventa “Guac”, ma sempre restando in tema di ristorazione entra a pieno titolo, forse di conseguenza all’enorme successo televisivo mondiale dei cooking shows, nello storico dizionario americano anche il termine “Mise en place”, che indica la sistemazione della tavola in occasione di un pasto. La bellezza della parola deriva anche dalla capacità che ha la stessa di evolversi, di reinventarsi, la scelta già antropologica di inventare un termine da parte dell’uomo per descrivere la realtà che vive. Ovviamente la bellezza, anche in questo caso, è pur sempre un valore molto relativo.     

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