cinque morti e 85 feriti per mano dei cecchini israeliani


E’ di cinque morti e 85 feriti il bilancio, ancora provvisorio e quindi probabilmente destinato ad aumentare, della giornata di manifestazioni nella Striscia di Gaza nell’ambito della Marcia del Ritorno. A fornire i dati è stato il ministero della sanità di Gaza in seguito agli incidenti verificatisi oggi al confine con Israele fra molte migliaia di dimostranti e reparti dell’esercito israeliano. Tutte le vittime, come accade da mesi a questa parte, sono palestinesi.

Sempre secondo fonti del ministero della sanità di Gaza una delle cinque vittime – Jaber Abu Hamissa – ha perso la vita in seguito all’esplosione di un ordigno artigianale che aveva con sé. Un altro uomo, il palestinese di 27 anni Muhammed Abdel Nabi, è stato colpito a morte dal fuoco di militari israeliani mentre partecipava alla manifestazione nei pressi del campo profughi di Jabalya. La terza vittima invece sarebbe il 22enne Nassar Abu Taym, anch’egli ucciso dai cecchini. Non si conosce ancora l’idendità degli altri due morti.

Per i palestinesi che vivono nella Striscia di Gaza le condizioni continuano dunque ad essere disperate. Come ricordava alcune settimane fa Nena News, sito di informazione specializzato sul medio oriente, oltre 200 palestinesi  sono stati uccisi e oltre 20mila feriti dal 30 agosto, numero che aumenta esponenzialmente considerando anche quelli uccisi nei mesi precedenti. Mohammed Abu Mughaiseeb, medico palestinese e responsabile di Medici senza Frontiere a Gaza, in un’intervista rilasciata ad Al Jazeera ha spiegato: “Non ho mai visto niente di simile prima d’ora. Pensavo di aver visto tutto. Come medico viaggio per tutta la Striscia e vedo sempre più giovani sulle stampelle, con tutori esterni alle gambe o in sedia a rotelle. Il loro futuro è nero”.


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