come dialogano i gruppi di pressione e la politica


L’approdo della legge di bilancio alla Camera, previsto per le prossime settimane, riavvicina a Montecitorio i portatori d’interessi: sindacalisti, imprenditori, associazioni, aziende di vario genere. Più comunemente definiti lobbisti. Dallo scorso anno alla Camera il loro ingresso è disciplinato da un regolamento, con cui si è istituito il registro dei lobbisti, sono stati introdotti alcuni divieti ed è stato prevista una stanza dedicata ai portatori d’interesse durante la discussione delle leggi più importanti. Come nel caso della legge di bilancio. La novità, quest’anno, è che non ci sono novità. I timori dei portatori d’interesse – che temono di non avere margini né spazi con il nuovo governo (nota a tutti la battaglia contro le lobby del M5s) – vengono fugati dalla presidenza della Camera. Che a Fanpage.it conferma che rimarrà tutto esattamente come l’anno scorso. Con tanto di stanza adibita appositamente. Una soluzione introdotta nel 2017 (nella precedente legislatura) e che, in effetti, rende molto più trasparente l’attività dei portatori di interessi.

Dalla presidenza della Camera fanno sapere a Fanpage.it che verrà rispettato tutto ciò che è stato inserito nel regolamento lo scorso anno. È quindi confermato il registro dei lobbisti, così come il divieto per chi ci si registra di circolare in Transatlantico (il corridoio di fronte all’aula di Montecitorio) e davanti alle aule in cui si svolgono i lavori delle commissioni. Inoltre, viene conferma la stanza dedicata ai lobbisti, dentro cui possono seguire le attività della Camera. “La sala è confermata – assicurano dalla presidenza di Montecitorio – e la sua ubicazione sarà decisa dai questori. Sarà nella zona della galleria dei presidenti, quindi dietro l’aula”. Rimane, allo stesso modo, il codice di condotta, mentre l’unica cosa che può cambiare è l’ubicazione della sala che – assicurano – verrà aperta per la legge di bilancio.

Il regolamento sui lobbisti della Camera

Montecitorio ha varato nel 2017 la “Disciplina dell’attività di rappresentanza di interessi nelle sedi della Camera dei deputati”. Nel regolamento, approvato ad aprile 2016 e in vigore da inizio 2017, non appare mai la parola lobby né l’espressione lobbista. Ma il senso rimane invariato. Con il regolamento si istituisce il registro dei “soggetti che svolgono professionalmente attività di rappresentanza di interessi nei confronti dei deputati presso le sedi della Camera”. I questori hanno il compito di sovrintendere alla tenuta del registro. Per attività di rappresentanza di interessi si intende “ogni attività svolta nelle sedi della Camera dei deputati professionalmente dai soggetti attraverso proposte, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi e qualsiasi altra iniziativa o comunicazione orale e scritta, intesa a perseguire interessi leciti propri o di terzi nei confronti dei membri della Camera”.

Chi sono i lobbisti

Nel regolamento vengono identificati i soggetti che si possono definire lobbisti: “Le organizzazioni sindacali e fattoriali, le organizzazioni non governative, le imprese, i gruppi di imprese e le aziende, i soggetti specializzati nella rappresentanza professionale di interessi di terzi, le associazioni professionali, le associazioni di categoria o di tutela di interessi diffusi, le associazioni di consumatori”. E anche gli ex deputati e senatori, purché non abbiano ricoperto incarichi parlamentari o di governo negli ultimi 12 mesi. Esclusi anche coloro che hanno ricevuto condanne definitive per reati contro la pubblica amministrazione o il patrimonio negli ultimi dieci anni.

Per iscriversi è necessario inviare la richiesta all’ufficio di presidenza della Camera. I principali limiti che hanno gli iscritti riguardano i luoghi in cui possono accedere: divieto assoluto per quanto riguarda il Transatlantico e gli spazi antistanti le aule delle commissioni e degli altri organi parlamentari durante i lavori. Viene quindi riservato loro un apposito locale “dotato di attrezzature informatiche per consentire di seguire lo svolgimento dei lavori parlamentari attraverso impianti audiovisivi a circuito chiuso”. Una stanza che viene predisposta in caso di “provvedimenti di particolare rilievo”, come nel caso della legge di bilancio. I soggetti iscritti al registro devono inviare una relazione annuale periodica entro il 31 gennaio. In caso di violazione degli obblighi rischiano la sospensione fino ad un anno dal registro o la cancellazione con divieto di richiedere una nuova iscrizione per un periodo che può arrivare fino a cinque anni.


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