#complicediSalvini, cosa c’è dietro l’hashtag diventato trending topic nella notte


Oltre duemila contenuti, fra tweet e retweet, in appena quattro ore, fra l’una e le 5 del mattino. L’hashtag #complicediSalvini la notte tra venerdì e sabato è entrato ed è rimasto per molte ore nei trending topic di Twitter con una fiumana di tweet in difesa del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il “fenomeno” è nato con un tweet di Luca Morisi, stratega della comunicazione digitale del vicepremier Salvini, e diventato trending topic subito dopo la diretta Facebook in cui il ministro ha aperto la lettera con cui la procura di Palermo lo informava di aver inviato il fascicolo sul presunto sequestro dei migranti della nave Diciotti al tribunale dei ministri. Alle 20.30 in punto, quindi in tempo per cavalcare l’onda dei telegiornali e degli approfondimenti politici della sera, Luca Morisi ha scritto: “Mi denuncio: sono #complicediSalvini”, e a quel punto la risposta dei sostenitori del leader del Carroccio è stata immediata.

L’hashtag #complicediSalvini è poi sopravvissuto alle ore notturne – solitamente soporifere anche sui social – anche grazie a un “aiutino” arrivato dall’altra parte dell’Atlantico. Sono infatti quasi duecento i profili dall’estero, alcuni dei quali pro-Trump, che hanno diffuso su Twitter circa duemila contenuti con l’hashtag #complicediSalvini rimasto in questo modo in alto nelle tendenze del social network. A fornire questi dati è Luca Alagna, esperto di marketing politico. “Per me la questione interessante di #complicediSalvini – scrive Alagna – non sono tanto le eventuali automazioni o fake ma il fatto di lanciare un tweetstorm la sera, momento con grande audience tv e social, e ritrovarselo in cima alle tendenze la mattina dopo già pronto per influenzare l’agenda”. Alagna ha sottolineato che dei duemila contenuti circolati in queste ore sulla piattaforma, prevalentemente tra l’una di notte e le 5 del mattino, e contraddistinti da quell’hashtag pro-Salvini, il 75 percento sono retweet, 300 arrivano dall’estero (l’83 percento sono retweet). Del totale dei 720 profili da cui sono partiti, 192 sono quelli che hanno twittato dall’estero, “molti di loro dagli Usa in reazione a un tweet di un popolare profilo pro-Trump/NRA che scrive spesso di Matteo Salvini. Non è strano o sospetto, può essere interessante dal punto di vista politico visto anche la recente alleanza con #Bannon”. Tra questi c’è Alana Mastrangelo che fa parte del movimento Turning Point Usa, vicino a Steve Bannon. Alagna ha spiegato anche che dal suo punto di vista non c’è alcuna presenza di troll russi: “Non la definirei cyberwar ma, in ambito politico, ‘computational propaganda’. In passato l’hanno usata i progressisti/liberal, ora la destra/alt/pop mondiale la sta portando su nuovi livelli”.


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