Con me un nuovo progetto per mandare a casa Lega e M5s


È stata la giornata di Nicola Zingaretti, il Presidente della Regione Lazio in corsa per la segreteria del Partito Democratico, che ha tenuto a Roma l’evento che di fatto lancia ufficialmente la corsa verso le primarie di febbraio. Un appuntamento che ha visto la partecipazione di altri big del partito, dal segretario reggente Maurizio Martina (che ha confermato che le primarie si terranno a febbraio) all’ex Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che nel suo intervento ha parlato di “un paese più isolato e meno sicuro, che aspetta il Partito Democratico” e una “grande alleanza contro il populismo che sappia andare oltre i singoli partiti”.

Il governatore del Lazio ha chiuso la due giorni con un lungo intervento dal palco, rinnovando la sua sfida per la poltrona di segretario, ma concentrandosi soprattutto su quelli che lui ritiene essere i veri avversari: la Lega e il Movimento 5 Stelle. “Hanno vinto il 4 marzo perché hanno fatto molte promesse”, ha spiegato Zingaretti dal palco, “promesse che stanno tradendo, lasciando alle nuove generazioni un paese più povero e ingiusto”. Nella sua lettura, dunque, c’è grande spazio per un progetto alternativo: “Molti elettori cominciano già a sospettare, vedendo l’atteggiamento isterico e fanatico dei loro leader. Ora manca solo qualcuno che costruisca un progetto e li mandi presto a casa. Non sarà certo facile, ma io vi prometto che tutti insieme ce la faremo”.

Per Zingaretti è necessario “tornare a parlare al popolo che ci ha voltato le spalle e fatto altre scelte, aprendo una stagione nuova”, ma c’è un punto su cui bisogna essere netti: “Per essere credibili bisogna indagare sul distacco del nostro elettorato e capire il motivo per cui si è generato, mentre nella nostra società crescevano le disuguaglianze”. Da ciò la sfida: “Il nostro è un paese che ha bisogno di due cose, crescita e giustizia”.

Nel corso del suo intervento, Zingaretti ha attaccato duramente Salvini sul caso Riace (“atto immondo”) e sulla comunicazione in tema di immigrazione (“stanno giocando una partita sporca, soffiando sulle paure”), ma il suo giudizio è stato meno netto sull’operato dell’ex ministro dell’Interno Minniti e probabile suo sfidante alla segreteria del PD: “Fermare il traffico di migranti e colpire gli scafisti è decisivo, ma non possiamo esultare se i barconi non arrivano senza chiederci quanti sono morti annegati e quanti sono scomparsi”.


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