Conte e Salvini andate a casa, è una vergogna


Chiudendo la festa dell’Unità a Ravenna, il segretario del Partito Democratico, Maurizio Martina, si scaglia all’attacco del governo – definito “drammaticamente debole” – guidato da Giuseppe Conte: “A 100 giorni dall’inizio del governo io penso che possiamo iniziare a dire anche al paese quanta propaganda c’è dentro quella ipotesi di governo e quanta distanza c’è tra quello che è stato fatto e la propaganda che hanno venduto sulla pelle degli italiani. Fatti zero, danni tanti. In cento giorni. Principalmente uno: queste persone che oggi governano il paese di fronte al problema non cercano la soluzione, cercano il nemico. Ma così non si governa il Paese, lo si sfascia un Paese”.

Martina afferma di essere pronto al confronto con il governo e attacca i suoi esponenti per aver rifiutato l’invito a incontrare gli eletti del Pd sul palco della festa dell’Unità. E attacca ancora, riferendosi alla ricerca continua del nemico dell’esecutivo: “Tu non stai governando un paese, stai frantumando una comunità. Questa è la nostra principale sfida, che supera tante nostre debolezze e divisioni. Non possiamo consentire che l’Italia venga governata così”.

‘Caro Salvini, se non sei fedele alla Costituzione vai a casa’

Martina torna sulle parole di Salvini e i suoi attacchi ai giudici: “Voglio dire chiaramente al ministro dell’Interno che uno vale uno per davvero, caro Salvini, di fronte alla giustizia. Non sei al di sopra delle legge. Hai giurato sulla Costituzione, devi essere fedele a quella carta, se non ce la fai vai a casa. Non serve un ministro dell’Interno che tiene ostaggio il Paese in questo modo. Non puoi insultare un potere dello Stato indipendente, devi averne rispetto se hai la convinzione delle tue idee. Se no, pure tu, hai già perso caro Salvini. La vergogna delle parole eversive va denunciata e contrastata”. E un altro attacco viene sulla sentenza contro la Lega e i 49 milioni che deve rimborsare allo Stato: “Restituisci quei 49 milioni di euro del Stato italiano, delle famiglie italiane. Tu c’entri, tu non eri altrove e quelle risorse sono risorse dei cittadini italiani. E se c’è una sentenza, quella sentenza va rispettata. Non sei al di sopra della legge”.

‘Caro Di Maio, su Ilva chiedi scusa’

Martina non risparmia un attacco al vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio: “Pensate in maniera emblematica alla vicenda dell’Ilva di Taranto. Sono andati in giro a raccontare, sulla pelle di quella città e di quel territorio, la chiusura della fabbrica, la conversione in un parco giochi, hanno organizzato conferenze stampa per denunciare quello che abbiamo fatto noi, salvo poi chiudere la partita nel solco di ciò che i governi del Pd avevano costruito. Caro Di Maio, se hai una faccia sola chiedi scusa a Taranto e all’Italia per le bugie che hai raccontato e le falsità che hai venduto sulla pelle di quella città. Hanno confermato il lavoro che abbiamo fatto noi e ci hanno fatto costare questa titubanza, questa sceneggiata, 80 milioni di euro in più, Caro Di Maio, su quale conto lo mettiamo? Chi paga?”.

‘Conte, una vergogna il concorso su misura’

Il segretario del Pd ne ha anche per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Voglio dire una cosa al dottor Conte che è passato dalla propaganda dall’avvocato difensore del popolo all’avvocato difensore della Lega. Se vuole fare quello, vada a casa. E gli ricordo che i difensori del popolo non si fanno costruire su misura i concorsi, è una vergogna. In quale Paese un capo del governo pensa soltanto di concorrere alla cattedra universitaria, siamo alla repubblica delle banane. Vergogna, vai a casa”.


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