Coppa Italia, Lazio-Atalanta. A Roma il 15 maggio una finale mai vista


Simone Inzaghi, allenatore della Lazio, e Gian Piero Gasperini, Atalanta ANSA, LAPRESSE

Simone Inzaghi, allenatore della Lazio, e Gian Piero Gasperini, Atalanta ANSA, LAPRESSE

L’Atalanta non vince dal 1963, unico successo della sua lunga storia. La Lazio ha sollevato il sesto e ultimo trofeo nel 2013 e successivamente ha perso due volte contro la Juve (2015 e 2017). Sar una finalissima di Coppa Italia inedita: mai nerazzurri e biancocelesti si sono affrontati nell’ultimo atto. Si giocher all’Olimpico mercoled 15 maggio, orario ancora da decidere, e non sar in ballo soltanto la coppa ma tanto altro: premi economici, qualificazione alle coppe, purtroppo anche gestione (presumibilmente complessa) dell’ordine pubblico.

LA STORIA
Per l’Atalanta la quarta finale. Dopo la vittoria nell’edizione 1963 (3-1 al Torino), due sconfitte contro Napoli (1987) e Fiorentina (1996) in edizioni a doppia sfida di andata e ritorno. La Lazio alla decima finale. Ne ha vinte sei, la prima nel 1958 e l’ultima nel 2013 (derby con la Roma, 1-0), ne ha perse tre, e nelle ultime stagioni ha raggiunto l’epilogo con impressionante regolarit: 2013 (campione), 2015 e 2017 (sconfitta dalla Juve), in pratica ogni due anni. Per Simone Inzaghi la seconda finale, Gasp un debuttante.


IL CAMMINO
Non erano le favorite della vigilia ma Atalanta e Lazio sono arrivate meritatamente all’Olimpico. I nerazzurri hanno eliminato il Cagliari negli ottavi (2-0), poi hanno letteralmente distrutto la Juve nei quarti, un 3-0 i cui segnali sono forse stati sottovalutati dai bianconeri, quindi la Fiorentina eliminata con un 3-3 al Franchi e il 2-1 di Bergamo. La Lazio ha superato il Novara (4-1) negli ottavi, poi l’Inter in un quarto davvero drammatico, risolto ai rigori dopo che i supplementari si erano chiusi al 122’ con il gol di Icardi che dal dischetto aveva sigillato l’1-1. Quindi un piccolo Milan in semifinale.

LA SFIDA
Da un lato il calcio aggressivo, offensivo, spesso con sistema “puro” di Gasperini, illuminato da un Ilicic negli ultimi tempi versione top player e dalle giocate tecniche e fisiche di Zapata in attacco. Dall’altro, la difesa a tre di Simone Inzaghi, declinata per in un 3-5-2 meno verticale di quello atalantino, molto tecnico a centrocampo e con la mossa Correa accanto a Immobile che s’ rivelata decisiva contro il Milan, chiss se riproponibile in finale. Mancano tre settimane e, tra condizione fisica, calendario e classifica (in prospettiva coppa), difficile immaginare oggi lo scenario della sfida dell’Olimpico: certo l’Atalanta degli ultimi tempi mette paura, ma la Lazio giocher comunque in casa.

IL PUBBLICO
In casa ma con uno stadio che dovrebbe accogliere 25mila tifosi dell’Atalanta. Si prevede un esodo impressionante da Bergamo, con relativi problemi di ordine pubblico. Le due tifoserie, per usare un eufemismo, non sono gemellate e non si pu sottovalutare il rischio di episodi violenti nei pressi dello stadio. Alla finale dovrebbe assistere anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

LE PROSPETTIVE
Ne parliamo pi approfonditamente in un altro articolo, ma inevitabile sottolineare come Lazio-Atalanta sia un implicito playoff per le coppe europee. Se la classifica fosse quella di oggi, la Lazio, ottava, avrebbe soltanto una possibilit di qualificarsi per l’Europa League: vincere la Coppa. L’Atalanta oggi in piena corsa per la Champions, a pari punti al quarto posto con il Milan. In ogni caso entrare in EL dalla Coppa Italia evita due turni preliminari estivi – le cui conseguenze si ripercuotono sul campionato – e fa partire a settembre dai gruppi. Altra vita.

I VIDEO DI GAZZETTA TV

I PREMI
Chi vince la Coppa Italia incassa 5,2 milioni, alla finalista sconfitta ne vanno 3,4. Inoltre i campioni sfideranno la Juve nella Supercoppa Italia in programma in Arabia Saudita (con 3,5 milioni di premio partecipazione). C’ abbastanza per immaginarsi una finale spettacolare.


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