corsa e incursioni da urlo


Il cuore degli interisti lo ha conquistato definitivamente la notte del 20 maggio, con il gol schiaccia-Lazio che ha riportato l’Inter in Champions dopo sei anni. E da l l’avventura di Matias Vecino con la maglia nerazzurra sembra aver cambiato completamente direzione. Questione di feeling, certo. Ma anche di sicurezza personale. Spalletti in estate lo aveva annunciato: “Quest’anno vedrete un altro tipo di calciatore”. Detto, fatto. Vecino sembra essere diventato il “tuttocampista” a lungo atteso. Quello che sa garantire equilibrio, corsa, recuperi e gol. E la sua crescita accanto a Brozovic ha portato l’Inter in una nuova dimensione.

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Pensi a Vecino in questa stagione e in un attimo torni al gol contro il Tottenham in Champions a tempo scaduto, quello che ha fatto esplodere San Siro e riportato l’Inter a brillare nel torneo delle stelle. Ma Matias tanto, tantissimo altro. E probabilmente serviva perdere Nainggolan per rendere la cosa ancor pi evidente. Vecino un incursore nato, uno che ha fatto dei tempi di gioco e degli inserimenti senza palla il proprio pane quotidiano. Che sia 4-2-3-1 o 4-3-3 (come contro la Lazio), Matias resta il giocatore pi pericoloso dopo Icardi e grazie a Icardi. Nel senso che sa leggere perfettamente i movimenti del capitano nerazzurro, andando poi a tuffarsi negli spazi lasciati liberi dal 9 argentino. Ed diventata un’arma offensiva molto importante per Spalletti e per l’Inter: i gol di Icardi fanno felici tutti, ma non essere dipendenti da lui rende la squadra meno prevedibile e pi pericolosa. Nella corsa al vertice, non una cosa da sottovalutare.


 Vincenzo D’Angelo  

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