Costretta a fingersi disabile, chiede al fidanzato di uccidere la madre: la storia di Gypsy


Gypsy Blanchard è una donna del Missouri che oggi ha ventisette anni e che è in carcere con l’accusa di omicidio di secondo grado in seguito alla morte, nel giugno del 2015, della madre quarantottenne Clauddine “Dee Dee” Blanchard avvenuta nella loro casa vicino Springfield. Quella di Gypsy e Dee Dee è una storia molto particolare, tale da aver ispirato anche un documentario. Per madre e figlia, prima del delitto, si erano mobilitati in tantissimi nella loro città e non solo. Questo perché, stando a quanto Dee Dee raccontava anche in televisione, sua figlia Gypsy era affetta da svariate malattie come la distrofia muscolare che la costringeva a vivere su una sedia a rotelle e anche una leucemia. Racconti che avevano fatto scattare gare di solidarietà per aiutare la sfortunata ragazza e la madre amorevole che la accudiva. Madre e figlia avevano così ottenuto denaro e anche una casa. Ma in realtà Gypsy era una ragazza senza alcun problema di salute. La verità è venuta a galla solo dopo l’omicidio di sua madre, compiuto dalla stessa figlia insieme al fidanzato Nicholas Godejohn, attualmente a processo. Ed è proprio nel corso del processo all’uomo che Gypsy Blanchard ha voluto testimoniare in sua difesa ripercorrendo quanto le aveva fatto sua madre e spiegando che l’idea di ucciderla era stata sua.

Dopo che il corpo massacrato di Clauddine Dee Dee Blanchard fu trovato nella sua casa, la figlia Gypsy venne rintracciata nel Wisconsin. Era a casa di Godejohn, il fidanzato che aveva conosciuto nel 2012 in rete e che fino a quel momento era rimasto “nascosto”. La storia che la ragazza ha raccontato a quel punto alle autorità ha dell’incredibile: Gypsy non soffre di distrofia né di leucemia, non ha bisogno di alcuna sedia a rotelle, è anche più grande di quanto diceva sua madre. Insomma la madre – forse affetta dalla sindrome di Münchausen per procura, un disturbo mentale che affligge persone che arrecano un danno fisico ai figli per attirare l’attenzione su di sé – sarebbe stata per anni la mente di una enorme truffa. Gypsy e Nicholas sono finiti in carcere e ora un giudice dovrà decidere qual è stato il ruolo dell’uomo nell’omicidio. I suoi avvocati non negano il delitto, ma sperano che Godejohn non venga condannato con l’accusa di omicidio di primo grado per evitare il carcere a vita. Sarebbe stata lei a chiedere al ragazzo di uccidere la madre: secondo lei era quella l’unica soluzione per stare insieme.


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