costretta a sfilare nuda davanti alle guardie


Katie Allan, una studentessa di 21 anni che stava scontando alcuni mesi di prigione dopo aver causato un grave incidente stradale guidando in stato d’ebrezza, si è suicidata nella sua cella dopo essere stata vittima di bullismo da parte delle altre detenute, che l’hanno costretta a sfilare completamente nuda davanti alle guardie carcerarie. La denuncia, che sta suscitando polemiche sulle condizioni dei detenuti nel Regno Unito, è stata avanzata dai genitori della ragazza, secondo i quali Katie non solo non avrebbe mai dovuto finire in carcere, ma avrebbe anche dovuto essere scarcerata una volta chiaro che era stata presa di mira da parte delle altre detenute, che la sottoponevano a continue umiliazioni pubbliche.

La mamma Linda, 51 anni, e il papà Stewart, 54 anni, stanno conducendo una battaglia per la verità sul suicidio della figlia e per umanizzare il sistema carcerario britannico. Secondo i due il bullismo subito da Katie sarebbe stato talmente grave da provocarle livelli di stress e ansia inaccettabili, facendole perdere i capelli. Poco prima di togliersi la vita alla ragazza era stato comunicato che sarebbe stata trasferita in un altro penitenziario, e che era stata rigettata la richiesta di scarcerazione presentata dai suoi avvocati. Per questo la giovane, che stava scontando 16 mesi di reclusione, avrebbe iniziato a farsi del mare nella sua cella, senza che nessuna delle guardie carcerarie intervenisse fino a quando, disperata, non si è tolta la vita impiccandosi.


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