Da Inzaghi e Seedorf a Gattuso e Leo: Milan, quante bandiere ammainate – La Gazzetta dello Sport


Maldini al bivio: se non dovesse accettare il nuovo ruolo dirigenziale, il club perderebbe un’altra leggenda

È legato alla decisione di Paolo Maldini il tasso residuo di “milanismo” nel club via Aldo Rossi: se l’attuale Direttore Sviluppo strategico dell’Area Sportiva non dovesse accettare il nuovo ruolo dirigenziale proposto dall’a.d. Ivan Gazidis, il Diavolo perderebbe un’altra leggenda. Dal punto di vista simbolico sarebbe un brutto colpo, viste le recentissime separazioni da Rino Gattuso e Leonardo: la presenza congiunta – tra campo e scrivanie – di tre ex calciatori rossoneri dal palmares prestigioso era stata salutata la scorsa estate come un fattore importantissimo nella risalita milanista verso il vertice del calcio mondiale.

Quanti addii

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Gattuso e Leo sono gli ultimi nomi di una lunga lista di “legends” rossonere che hanno ricoperto incarichi nel club di recente, per poi uscirne. Cominciamo dagli allenatori: oltre a Clarence Seedorf (girone di ritorno nella stagione 2013-14) e Filippo Inzaghi (2014-15), dall’era Ancelotti in poi sono andati in panchina anche Mauro Tassotti e Christian Brocchi. Nel caso di “Tasso” solo per un match, mentre l’attuale tecnico del Monza chiuse la stagione cominciata da Sinisa Mihajlovic. Nel settore giovanile ha lavorato, invece, Filippo Galli, mentre con Marco Simone l’avventura non è mai iniziata (avrebbe dovuto essere il tecnico della “seconda squadra”, progetto poi abortito). Tra chi ha avuto incarichi dirigenziali, poi, troviamo Christian Abbiati, club manager prima che cominciasse l’attuale gestione.


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