da Lombroso a Mary Coble, il corpo trasformato in arte


Cosa c’è dietro ai tatuaggi? Quali storie nel passato lontano, e per quale motivo ci si tatuava nel corso della storia? La mostra al Museo d’Arte Orientale di Torino intitolata “Tattoo. L’arte sulla pelle” introduce il visitatore in una storia che al centro pone l’identità del disegno inciso sulla pelle. Quello di disegnare il proprio corpo creando un segno, è infatti un mantra che ritorna ciclicamente nella storia degli uomini, un mantra con significati sempre diversi in tutti i paesi del mondo. Si parla di viaggi quindi. Fu proprio il navigatore James Cook, colui che importò in Europa l’abitudine di tatuarsi. E la mostra, aperta fino al 3 Marzo, è perciò divisa in sezioni per zone geografiche. Una parte dedicata al Giappone, che ha posto la base dell’immaginario collettivo dell’occidente: dagli eroi giapponesi suikoden dell’artista del 1800 Kuniyoshi Utagawa alle opere di artisti come Hokusai. Il sud-est asiatico, con i tatuaggi dei tahitiani e dei maori, in particolare la Polinesia, zona dalla quale arriva la parola “tattoo”. Quindi presenti alla mostra foto storiche scattate dal celebre fotografo Felice Beato nel Giappone degli anni ’60 dell’800 e fotografie, sempre storiche, dei Maori della Nuova Zelanda.

Un altro aspetto è il tatuaggio come simbolo in alcuni periodi storici di reietto della società, schiavo, criminale, comprovato dalla presenza all’interno della mostra delle tavole di studio in prestito dal Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso e dal Museo di Anatomia di Torino. Il tatuaggio simbolo religioso, diffuso anche tra la gente comune. Infine lo sdoganamento del tatuaggio nell’occidente, come trend sociale trasgressivo di qualche anno fa poi diventato mainstream. Alcuni artisti contemporanei importanti usano il proprio corpo come tela su cui creare delle opere d’arte viventi come il giapponese Horiyoshi III, l’italiano Davide Andreoli aka Italian Rooster, il californiano Mike Giant, lo scrittore-tatuatore Nicolai Lilin.

Dall’altra, si ripercorrono i lavori di alcuni artisti provocanti come Wim Delvoye, i cui maiali tatuati sono diventati famosi, le performance in Messico dello spagnolo Santiago Sierra, quelle dello scozzese Douglas Gordon, dell’austriaca Valie Export, dell’americana Mary Coble. La mostra curata da Alessandra Castellani e Luca Beatrice resterà aperta tutti i giorni tranne il lunedì. Dal martedì al venerdi è visitabile dalle 10 alle 18, nel weekend dalle 11 alle 19. Il costo del biglietto intero è 10 euro e per altre info basta consultare qui la pagina ufficiale.


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