dal 5 maggio a Ronaldo…




Lazio-Inter una partita da mille storie e altrettanti volti. E per molti sar sempre una data: 5 maggio. Anno 2002, i nerazzurri perdono all’ultima giornata 4-2, “regalando” incredibilmente lo scudetto alla Juventus. Ed ecco i primi volti: quello di Karel Poborsky, autore della doppietta che rimise la Lazio in corsa dallo 0-2; e quello di Vratislav Greško, protagonista in negativo del ribaltone biancoceleste, chiuso poi dai gol di Simeone e di Simone Inzaghi. Gi, proprio l’attuale tecnico della Lazio, che lo scorso maggio sub una mini vendetta, perdendo all’ultima giornata la sfida che vale un’intera stagione, con in palio la qualificazione alla Champions.

DOPPIO DRAMMA
Volti che ritornano, come le sensazioni, le emozioni, le gioie e le lacrime. Quelle di Ronaldo, ad esempio. Non solo quelle in panchina al termine della sfida del 2002 per lo scudetto perso, ma soprattutto il pianto di dolore e disperazione del 12 aprile 2000, in Coppa Italia: il Fenomeno rientrava da un lungo stop e dopo sei minuti il ginocchio fece ancora crack per la rottura del tendine rotuleo del ginocchio destro. Un dramma. Un volto felice sicuramente quello di Vecino, autore del gol partita lo scorso 19 maggio, la notte del ritorno nerazzurro in Champions dopo sei anni di astinenza.


“SCANSAMOSE”
Una rete che ha rischiato di “sporcare” un gemellaggio tra le due tifoserie che comunque dura da una vita e che ha – come detto – superato momenti molto complicati. Il simbolo del legame lo ritroviamo tutto il 2 maggio 2010: Inter e Roma sono alla volata scudetto e i nerazzurri vanno all’Olimpico per una sfida delicatissima. Cos la Nord biancoceleste suggerisce con uno striscione la tattica ai giocatori: “scansamose”, prima di gioire al gol di Eto’o con un altro striscione che ha fatto la storia: “oh noooo”. L’Inter vinse, scavalc di nuovo la Roma e mise le basi per la vittoria del campionato. Ecco, anche questa Lazio-Inter: di sicuro una partita mai banale.

 Vincenzo D’Angelo  

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