dal gran rifiuto di Marassi alla rissa sfiorata con Leonardo


Gonzalo Higuain, 31 anni. Ansa

Gonzalo Higuain, 31 anni. Ansa

Nessuno aveva fatto caso a quella finestra lasciata aperta in estate. S, il diritto di riscatto di Higuain rimasto in sospeso, si rivelato una trappola in cui sono inciampati tutti. Lui per primo, finito in un autentico girone infernale. E dire che ci sono solo sorrisi quando il 3 agosto diventa ufficiale l’affare a quattro che riporta Bonucci alla Juventus, in cambio di Caldara e Higuain milanisti. Gonzalo, in particolare, contento perch Leonardo e Maldini lo hanno tirato fuori dalle sabbie mobili juventine. Il fondo Elliott ha autorizzato un’operazione che costa subito 18 milioni di euro e prevede un riscatto con altri 36 milioni. L’argentino si sente sicuro anche perch i vertici di via Aldo Rossi gli concedono un bonus di 2 milioni, visto che il salario sale da 7,5 milioni sino a quota 9,5. Un premio di consolazione, in considerazione dello sbarco di CR7, con il suo stipendio di 31 milioni. E il Pipita in quei giorni bollenti chiaramente a caccia di attenzioni. Del resto, Marina Granovskaia la settimana prima ha chiuso la porta del Chelsea nell’infruttoso vertice di Montecarlo con Fabio Paratici, d.s. juventino. Abramovich non spende 60 milioni per un over 30.

Riscatto
Cos quando arriva la ciambella di salvataggio milanista i Pipas non stanno l a fare le pulci a quella quisquiglia. La logica dice che un club che spende 18 milioni non pu gettare a mare l’investimento e rinunciare al riscatto del cartellino, anche se costa altri 36 milioni. Gonzalo parte a mille, entusiasma San Siro e dimentica in fretta le ferite torinesi. Sono anche i giorni in cui Leonardo e Maldini lavorano sul morbido. Il cda d loro fiducia, mentre continua la caccia al nuovo a.d., o meglio Gordon Singer si dedica a liberare Ivan Gazidis dall’Arsenal.


Le conseguenze
Il corteggiamento lungo e faticoso. Solo a novembre arriva la fumata bianca, con la postilla che il nuvo manager potr insediarsi solo il 1 dicembre. E proprio quest’ingresso in scena cambia tante carte sulla tavola rossonera. Ad esempio Gazidis impone subito l’alt all’acquisto del trentasettenne Zlatan Ibrahimovic: un innesto evidentemente gradito allo stesso Higuain. Ma in breve anche l’argentino finisce nel mirino delle statistiche del Ceo anglosassone. Ed immediato l’input di rinunciare al suo riscatto dalla Juve. Un passo indietro lacerante, un cambio di direzione da gestire con grande cautela. E discrezione. Invece nel giro di pochi giorni la notizia arriva all’interessato, nuda e cruda. Un k.o. alle sue certezze. L’entourage del Pipita giura che l’improvvido messaggero stato proprio Leonardo. Sar.

Il solco
La certezza che quel Milan-Juve dell’11 novembre ha gi segnato un solco tra il centravanti dei sogni e il mondo milanista. Il flop dal dischetto e il rosso con i compagni che a stento lo trattengono aprono una voragine in cui sprofondano i suoi incubi. Quel futuro di nuovo in bilico un tarlo che mina la quiete del Milan, anche per i nuovi richiami sarriani. Il Pipita ha i nervi a fette e chi gli intorno lo capisce bene. Gatttuso prova a stargli vicino, ma anche lui sulla graticola. E le mezze frasi in breve fanno da colonna sonora a sguardi sempre pi cupi. Soprattutto quando a Milanello arrivano i plenipotenziari del club.

La rissa sfiorata
I rapporti tra il centravanti e Leonardo vanno in frantumi. Autentiche sfide. Il passaparola dice che un giorno i due hanno addirittura sfiorato la rissa. Impossibile avere conferme, come scacciare i dubbi. Di certo il 9 gennaio Leo teso alla presentazione del gioiellino brasiliano Paquet. L’urticante l’ora di pedalare l’arma finale che porta a nuovi litigi e alla rottura definitiva. Con l’accelerazione decisiva per la trattativa con il Chelsea. La rabbia di Gonzalo macera (per ora) nel silenzio e si limita al gran rifiuto di Marassi, nel posticipo di luned scorso contro il Genoa. Al tirar delle somme gli screzi con il dt brasiliano sono il condimento pepato di un’unione fallimentare per tutti. Con responsabilit divise in parti uguali.

 Carlo Laudisa 

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