Davide Casaleggio, tra democrazia partecipata e blockchain: Alcuni diritti cambieranno


Davide Casaleggio intervistato da Fanpage.it.
in foto: Davide Casaleggio intervistato da Fanpage.it.

Democrazia partecipata, blockchain negli iter legislativi e nuova percezione delle rete nell’epoca che stiamo vivendo. Di questi temi, e di altri ancora, Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, tra i padri fondatori del Movimento 5 Stelle, ha parlato ai microfoni di Fanpage.it rispondendo alle domande del direttore Francesco Piccinini. Lo ha fatto al margine di Italia 5 Stelle, la manifestazione del M5S, tenutasi al Circo Massimo di Roma nei giorni scorsi. Presidente della Casaleggio Associati e numero uno e fondatore dell’Associazione Rousseau, la piattaforma di democrazia diretta dei pentastellati, Davide Casaleggio sottolinea prima di tutto come il valore dell’attivismo dei suoi non sia cambiato con la vittoria alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo. “Quest’anno con il governo qualcosa è effettivamente cambiato. Oggi avere un ministro in un certo ministero è importante, sì, però senza le persone che lo aiutano con le idee e la partecipazione non sarebbe possibile. Questa è la parte importante dell’attivismo del M5s, dell’idea di partecipazione”, ha dichiarato.

Democrazia partecipata: gli step necessari per superare quella rappresentativa

Tra i punti toccati da Davide Casaleggio c’è quello, molto caro ai pentastellati, di democrazia partecipata. “Bisogna avere gli strumenti per poter utilizzare ed esercitare nuovi diritti di cittadinanza digitale che stanno emergendo oggi o anche vecchi diritti che portati in rete si sono completamente trasformati – ha sottolineato -. Dall’altra parte è necessario avere la consapevolezza che questi diritti esistono, si sono trasformati”. Su questi nuovi strumenti, ha poi aggiunto che “oggi ne vediamo già qualcuno all’interno della piattaforma Rousseau, vediamo la possibilità di presentare delle leggi direttamente da parte di un cittadino e poi vederle riportate in Parlamento. È successo più di 22 volte. Il concetto di partecipazione diretta dei cittadini alla vita pubblica non è solo una questione di voto, ma la possibilità di creare nuovo valore per la cittadinanza, per la comunità. Per questo, preferisco parlare di una democrazia partecipata, in cui le persone posso partecipare alla vita del loro comune”.

Blockchain e iter legislativi: obiettivo raggiungibile?

In relazione al superamento di una democrazia rappresentativa in favore di una più partecipata, c’è anche il tema della blockchain. “La sto studiando molto da diversi mesi e su diversi livelli. Oggi ha già applicazioni in vari ambiti, penso ad esempio all’Aci. Credo che dovremmo iniziare in Italia dal permettere l’utilizzo di questa tecnologia in vari contesti anche pubblici, anche della pubblica amministrazione per gestire dei processi base”. Qualche esempio? “Mi spiegavano – ha continuato – che in alcuni comuni d’Italia esistono persone che portano in giro carrelli pieni di registri da far firmare a tutti gli assessori. Ma questo processo è già dell’altro secolo. Esistono dei modi per rendere trasparenti dei processi. La blockchain per esempio è un’evoluzione che vedrà anche il voto e quindi anche all’interno di Rousseau stiamo lavorando per inserire la blockchain come un sistema di certificazione distribuito che permetterà a più enti o più persone di verificare che tutto sta succedendo effettivamente nel rispetto delle regole”.

I diritti dei cittadini e la trasparenza dei processi

Sul palco di Italia 5 Stelle Davide Casaleggio ha detto che “un diritto non è tale se non viene esercitato”. Ha precisato, poi, che “ci sono tanti diritti che sono scritti su delle carte di cui magari ci siamo dimenticati, ma il problema non è iscrivere un diritto su carta. Il problema è volere un diritto, esercitarlo e continuare a pretenderlo perché se un diritto non viene esercitato e utilizzato semplicemente muore. I diritti in realtà sono quelli che noi in un certo contesto storico iniziamo a pretendere, emergendo grazie a contesti culturali o a nuove tecnologie. Dobbiamo iniziare a muoverci in modo attivo, con la consapevolezza che questi diritti stanno venendo fuori, si stanno trasformando e che sono importanti, gestiti dalla comunità e non da qualche società”. A questo tema si aggancia quello della trasparenza dei processi, per il quale spesso proprio il M5S è stato criticato, si pensi, ad esempio, alla questione della scelta dei candidati che poi nella fattispecie viene gestita da una società. “In realtà, non è più una società a gestire questi processi, ma è una associazione senza scopo di lucro, e questo è un primo passo che è stato fatto da più di due anni – ha precisato Casaleggio -. L’altro passo è stato affidare ad un ente di garanzia tutte le procedure che vengono definite per le votazioni. Abbiamo anche coinvolto enti di certificazione per certificare i processi che seguiamo in questo ambito e notai per confermare il dato puntuale”.

La percezione della rete nell’epoca moderna

Infine, un commento sul cambiamento della percezione della rete, che a differenza di qualche anno fa viene spesso considerata come uno spettro che aleggia sulle nostre teste. “Ogni volta che arriva una nuova tecnologia incute paura a chi non la conosce. Questo è abbastanza normale ed è successo anche nei secoli scorsi, per cui anche quando è arrivato il telefono le persone erano spaventate dall’elettricità che scorreva al suo interno. La cosa, però, importante è che ogni cambiamento, per quanto preoccupante, permetta un nuovo modo di partecipare alle persone. per cui è necessario che queste approfondiscano e inizino a capire come utilizzare questi nuovi strumenti”.


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