De Zerbi: ‘Organizzazione e divertimento: ecco il mio calcio nato in Romania’ – La Gazzetta dello Sport


Il tecnico del Sassuolo si racconta, dal giorno in cui decise di stare in panchina. E avvisa l’Atalanta: “Vogliamo il 10° posto”

Dal nostro inviato G.B. Olivero

“Qual è la cosa che l’ha impressionata di più dell’Ajax?”. La prima domanda la fa lui e in fondo c’era da aspettarselo: Roberto De Zerbi preferisce avere il pallone tra i piedi. Comandare, non subire. Correre, non inseguire. “Io sono rimasto impressionato di più dal senso di divertimento che trasmettono e dal coraggio: sul 2-1 a Torino non si sono chiusi, hanno continuato ad attaccare”, prosegue Roberto. Nel salotto di De Zerbi si esce dal recinto dello stadio e si finisce a vagare per il mondo. In Romania, per esempio: “Fu lì che decisi di allenare. Giocavo nel Cluj, in squadra c’erano tanti stranieri, culture diverse. Prendendo un po’ da tutti mi accorsi che mi piaceva vedere il gioco da un’altra prospettiva. La sera non avevo molto da fare e studiavo calcio”.

De Zerbi, quella tra giochisti e risultatisti è una contrapposizione reale?

“Certo. E’ uno scontro ideologico che c’è sempre stato, penso a Sacchi e Trapattoni per esempio. Non è negativo questo dibattito. Ma si deve rispettare l’idea dell’altro, non c’è una sola strada per fare calcio. In Italia tutto quello che è nuovo fa paura. Si tende a sminuire quello che non fa parte della nostra cultura. Noi ci siamo storicamente basati su difesa bassa e contropiede. Ma quando c’è il divertimento è tutto più semplice e leggero: penso all’Ajax e all’Atalanta”.

Il gioco ti esalta quando stai bene. Ma non è altrettanto importante il secondo aspetto, ossia che il gioco ti protegge quando stai meno bene?

“Più che di gioco preferisco parlare di organizzazione, con la palla e senza. L’organizzazione copre stati fisici imperfetti e limiti di personalità. E poi esalta le qualità individuali”.

Domenica finisce il campionato: Atalanta-Sassuolo è fondamentale per la Champions.

“Daremo il massimo come abbiamo fatto con Torino e Roma: vogliamo il 10° posto. Io non concepisco qualcosa che non sia un impegno totale, al 100%. Lo scorso anno col Benevento retrocedemmo battendo il Milan e facemmo 4 punti nelle ultime 3 partite”.

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