Dea da Champions, Goggia e gli altri supertifosi: “Gasp, resta!” – La Gazzetta dello Sport


Imprenditori, atleti, lo chef stellato. Tutti esaltano l’Atalanta. E si appellano al tecnico

Non capita tutti i giorni di andare in Champions League, un risultato storico che vale una lacrima: “Solo una? Io sono scoppiato a piangere”. Parole di un “tifoso” con la T maiuscola, con l’Atalanta nel cuore. È Antonio Gavazzeni, Ceo del marchio “Bagutta”, azienda top nella produzione di camicie fondata nel 1975 dal padre Pino: “Mi portò allo stadio a 5 anni, a 10 ero in Curva a cantare”.

IL MIO “COLPO” PER LA DEA

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Di certo lo avrà fatto dopo il 3-1 al Sassuolo: “Papà è ‘malato’ di Atalanta, non vede mai le partite. Troppa tensione, si informa alla fine. Domenica l’ho chiamato e abbiamo pianto insieme. Si renda conto: la Champions! Chi l’avrebbe mai detto”. Perché questi dubbi? “Tante in corsa – prosegue -, poi ho iniziato a crederci grazie a un gioco spettacolare”. Ora, con l’Europa che conta, chissà che non si possa sognare pure sotto l’ombrellone. Messi? CR7? Neymar? Macché… Antonio ha già il suo top player: “Caro Gasp, resta con noi! Sei un allenatore strepitoso, lo dico da amante del calcio”. Niente mercato, il sogno porta alla musica. Indimenticabile il nonno Gianandrea Gavazzeni. Bergamasco doc, direttore d’orchestra scomparso nel 1996: “Vorrei un vero inno, che rispecchi al 100% i nostri valori”.

GASP, RESTA. ALTRIMENTI…

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Quei valori che Massimo Carriera (242 presenze ufficiali dal 1996 al 2003) non ha mai dimenticato: “I Percassi hanno costruito una solida realtà, tutto questo è meritato”. Campione di Russia nel 2016-2017 da tecnico dello Spartak, l’ex difensore dà un consiglio in vista dei gironi: “Il segreto per far bene? Non cambiare la mentalità, da anni le prestazioni parlano chiaro. Quindi, avanti così”. Sempre con il Gasp in panchina? “Decisione da prendere con attenzione. Io, però, resterei dopo un confronto con la proprietà. Si può ulteriormente alzare l’asticella”. Nella notte tra domenica e lunedì, in attesa del rientro della squadra da Reggio Emilia, tanti tifosi nel centro di Bergamo si sono confrontati sull’eventuale post-Gasperini: “Mi vorrebbero? Fa piacere – ammette Carrera -, significa che ho lasciato un ottimo ricordo. ‘Mai dire mai’, per me sarebbe bello”.

BARÇA, TI ASPETTIAMO

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Bello, anzi, parecchio originale è il cartello di “benvenuto” che Brusaporto (comune di circa 5.500 abitanti nella Bassa Bergamasca) ha preparato nelle scorse ore: “Ecco la Champions: grazie ragazzi!”. Da quelle parti c’è il ristorante “Da Vittorio”. Livello alto (Tre Stelle Michelin), proprio come questa super Dea: “Ieri Luca Percassi, ancora emozionato, ha pranzato da noi. Abbiamo fatto un brindisi speciale – spiega “Chicco” Cerea, primogenito di Bruna e Vittorio -. Da adesso il nostro territorio, spesso sottovalutato, sarà conosciuto ancor di più”. Un’idea per la Champions? “Sfidare il Barça non sarebbe male, inviterei i dirigenti per preparargli un’ottima paella”.

UN VIAGGIO DA SOGNO

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Dalle Stelle Michelin all’Oro Olimpico (“E punto al bis a Pechino 2022”). Nonostante la Juve, Sofia Goggia non dimentica le origini: “Da piccola mi regalarono una maglia di Nedved, ma il mio cuore è diviso a metà. Sa, da buona bergamasca…”, sorride la sciatrice regina nella discesa libera a Pyeongchang 2018. Impossibile, anche per lei, non essere al settimo cielo. I nerazzurri hanno fatto la storia: “Un traguardo raggiunto negli anni, sono andati forte crescendo sotto ogni punto di vista”. Sul simbolo, pochi dubbi: “Il Papu è un’icona, ma l’intero club è formidabile. E cito Gasperini, persona a modo e semplice”. Chiude (da vero “padrone di casa”) Maurizio Radici, vice-presidente del main sponsor dell’Atalanta: “Senza presunzione, noi siamo abituati a respirare aria d’Europa. Siamo orgogliosi di poter accompagnare la Dea in questo viaggio”. Un sogno che porta in Champions, un sogno che vale una lacrima.


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