decisivi la doppietta di Keita e il gol di Lautaro


Lautaro Martinez e Keita Balde festeggiano la vittoria contro il Frosinone. Getty

Lautaro Martinez e Keita Balde festeggiano la vittoria contro il Frosinone. Getty

Non è più la solita Inter. È meglio. La caduta con l’Atalanta non era l’inizio di un altro blackout prolungato, come succedeva nelle scorse stagioni. Col Frosinone arriva la risposta immediata e forse non è un caso che il 3-0 sia firmato dai nuovi: doppietta di Keita, gol di Lautaro, prestazione impressionante di Politano. A volte, serve far tirare la carretta ad altri, quasi sempre la varietà di soluzioni è una necessità nel corso di una stagione da “big”. Certo, arriveranno presto test più duri di quello ciociaro, ma tutti i segnali che si potevano chiedere da questo match sono arrivati. E sono positivi. Keita è recuperato alla causa, Lautaro ha stoffa: prima o poi bisognerà trovargli un impiego più costante. Per capire quanto ci tiene, e quanto ci crede, basta vedere l’esultanza rabbiosa dopo il gol e la rabbia repressa quando arriva la sostituzione.

KEITA 12
E venne il giorno di Keita: il senegalese diventa il 12° giocatore nerazzurro a segno, e trova il gol alla presenza numero 12. Se sia un segno che è destinato a diventare il dodicesimo uomo di questa Inter, ossia la prima risorsa dalla panchina, lo scopriremo più avanti. Per ora basta per indirizzare Inter-Frosinone dopo 10 minuti. Parte tutto da un rinvio sbagliato di Capuano: testa di Borja, D’ambrosio crossa,, Lautaro tocca, Keita dribbla Zampano e anticipa la chiusura di Goldaniga con un sinistro rasoterra. Il gol premia l’ex Lazio, rimasto a Milano perché la sua nazionale aveva sbagliato indirizzo email. La pausa ad Appiano è servita, l’attacco alternativo con lui e Lautaro, oltre a Politano (e gli inserimenti di Nainggolan) funziona. Keita e il Toro si scambiano posizione, dialogano, arrivano al tiro. L’argentino fa le prove di testa, poi di destro fa volare Sportiello.



LAUTARO 2
Intanto sull’altra fascia Politano continua a macinare chilometri e puntare uomini (facendone ammonire un paio), a sinistra Asamoah sembra tornato quello di inizio stagione, mentre Nainggolan ci mette un tempo per calibrare il piede, sbagliando misure di tiri e, soprattutto, aperture. L’Inter comunque si piazza nella metà campo avversaria, aggredisce i gialli quando perde palla (di Gagliardini spesso il primo pressing), cerca di non buttarla mai via (anche a costo di andare un po’ troppo in orizzontale). Borja palleggia e fa il “sindaco” al posto di Brozovic. Il primo tempo si gioca a una porta sola, il secondo inizia chiamando in causa Handa (gran riflesso di piede sul colpo di testa di Ciofani) e virtualmente termina al 12’ con la gran zuccata del Toro. Il gol numero 2 (del match e dell’argentino) nasce ancora sull’asse fra lui e Keita: da sinistra del numero 11, stacco e colpo di testa a centro area, sopra i difensori del numero 10: da bomber.

INTER 3
Il Frosinone, che aveva mostrato qualche giocata di qualità con Cassata (che però rischia il rosso), tanta volontà e corsa con Chibsah e una certa quadratura tattica, a quel punto virtualmente si arrende: Sportiello evita che Politano trovi il gol che avrebbe meritato, poi non può nulla sul 3-0 firmato ancora da Baldé, innescato dall’azzurro e precisissimo col destro a trovare il palo lontano. La rincorsa è stata presa, ora per l’Inter arrivano Tottenham, Roma e Juve. Quando tornerà a San Siro, la sua dimensione sarà decisamente più definita.

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