Delitto Erika Preti, condanna a 30 anni di carcere per il fidanzato Dimitri Fricano


Trenta anni di carcere, è questa la condanna inflitta nel giudizio di primo grado a Dimitri Fricano, il giovane di Biella reo confesso dell’omicidio della fidanzata Erika Preti, uccisa il 12 giugno dell’anno scorso in una villetta di San Teodoro, ad Olbia, dove la coppia era in vacanza. La sentenza di condanna è stata emessa nel pomeriggio di venerdì dal Giudice per le udienze preliminari del tribunale di Nuoro Mauro Pusceddu dopo tre ore di camera di consiglio. Il Gup ha accolto così in pieno le richieste avanzata poco prima in aula dal pm Riccardo Belfiori al termine della sua requisitoria. All’uomo era contestato il reato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà con la simulazione della rapina per sviare le indagini.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, infatti, alla base dell’efferato delitto una banalissima lite per un tavolo sporco di briciole dopo un pasto. La vittima avrebbe rimproverato il fidanzato perché il tavolo era di nuovo  sporco di briciole dopo che lei lo aveva pulito. A questo punto sarebbe nata una lite sfociata poi nella violenta aggressione a coltellate  conclusa con l’uccisione di Erika con la quale Dimitri era fidanzato da circa dieci anni. Durante il processo la difesa ha sostenuto che al momento del fatto l’uomo presentava “una sintomatologia tale da compromettere in modo parziale la capacità di volere”. Per i pm invece Fricano era perfettamente in grado di intendere e volere quando ha commesso il delitto come hanno dimostrato le perizie commissionate dal giudice e dalla pubblica accusa.

Subito dopo il delitto aveva inscenato la finta rapina sostenendo questa tesi per circa un mese. Solo quando gli inquirenti lo hanno messo alle strette ha confessato il delitto. Del resto i sopralluoghi da parte dei Ris e dei carabinieri del Nucleo operativo di Nuoro e della Compagnia di Siniscola avevano sempre escluso la presenza di una terza persona sulla scena del delitto. A seguito del confessione Fricano aveva chiesto il rito abbreviato e ha potuto così beneficiare dello sconto di pena.  Il giovane non era presente alla lettura del sentenza, mentre erano in aula i genitori di Erika, Fabrizio Preti e Tiziana Suman, che così hanno commentato la condanna: “Siamo soddisfatti perché è stata riconosciuta la piena responsabilità di Dimitri nel delitto di nostra figlia”.


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