“Divento nonnoMa qui mi sento giovane”


Giuseppe Pillon, 62 anni. Lapresse

Giuseppe Pillon, 62 anni. Lapresse

Spezia-Pescara, in programma stasera alle 21, non una partita come le altre per Giuseppe Pillon: il tecnico stato alla guida del club ligure per tre stagioni, dal 1985 al 1988. “Che ricordi! Un campionato di C2 vinto senza prendere una lira per quattro mesi, con la societ salvata dai tifosi. E poi la salvezza in C1: fino a dicembre c’era Ventura, poi torn Carpanesi. Siamo rimasti molto amici con i giocatori, ancora oggi facciamo le rimpatriate”.

In questo momento il suo Pescara guida la Serie B, ma Pillon sa che non ci si pu rilassare: “Conosco bene il calcio e la B, non voglio illudere nessuno, lavoriamo e pensiamo partita per partita, testa bassa e pedalare. Con solo 19 squadre un campionato ancora pi difficile, perch c’ poca distanza tra playoff e playout”.


4-3-3 E GIOVANI
L’et non un problema: “A 62 anni non mi considero vecchio, si possono sempre portare idee nuove ed essere competitivi. Stando in mezzo ai giovani mi sento giovane: ho cominciato ad allenare a 36 anni, ho ancora molto da dire”. Il 4-3-3 di tradizione a Pescara, ma guai a confondere il sistema di gioco di Pillon con quello di gallone Galeone e Zeman. “E’ diverso. Meno offensivo, meno bello da vedere, ma pi equilibrato. Nel calcio ci sono due fasi: difensiva e offensiva. Bisogna curare entrambe e farle funzionare insieme”. Verratti, Immobile, Insigne: come dimenticare i giovani lanciati in Abruzzo da Zeman. Chi sono i prospetti su cui puntare adesso? “Machin, Capone, Antonucci, Melegoni, Kanoute, Gravillon: ottimi giocatori e bravi ragazzi, davvero una fortuna poterli allenare”.

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 Nicola Binda 

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