Dl sicurezza, l’ufficio di bilancio smorza l’entusiasmo di Salvini: Mancano le coperture


Il decreto sicurezza voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini è stato approvato stamattina con la fiducia. Nonostante in Aula la Lega abbia scampato il pericolo dissidenti, sembrano comunque sorgere problemi intorno al decreto. Come spiega il Corriere della Sera, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha rilevato che il decreto non rispetta tutte le disposizioni vigenti in termini di copertura e di legislazione corrente di bilancio in quanto mancherebbero gli allegati delle coperture.

“Per i profili di copertura, andrebbe innanzitutto acquisita conferma in merito alle disponibilità relative alle autorizzazioni di spesa ivi indicate. Va evidenziato che il provvedimento non è al momento corredato dall’allegato che evidenzia gli effetti sia in termini di competenza, che in termini di impatto sui saldi di finanza pubblica”. In sostanza, l’Ufficio di Palazzo Madama lamenta una serie di lacune che si concentrano sulle coperture per svariate decine di milioni di euro che le diverse disposizioni del Decreto sicurezza prevedono di attingere a Fondi speciali sia del ministero dell’Interno che del ministero dell’Economia.

“La circostanza, premesso che disattende ad una precisa disposizione della legge di contabilità (articolo 17, comma 4) rende al momento impossibile a fornire evidenza della compensazione dei maggiori oneri per la finanza pubblica contenuto, nel provvedimento, tenuto in debito conto i diversi criteri di imputazione della spesa in termini di competenza finanziaria e quelli invece come noto previsti in termini di cassa e di competenza economica, per ciascun annualità, in considerazione delle risorse indicate a copertura”, sottolinea l’Upb.

“Si evidenzia inoltre che sui fondi per coprire le nuove disposizioni del decreto sicurezza andrebbe confermata l’esistenza delle relative risorse per ciascuna annualità in gestione libera da impegni già perfezionati o in via di perfezionamento”. Inoltre, l’Upb chiede anche che vengano fornite rassicurazioni “sul funzionamento ai sensi della legislazione vigente del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive”, visto che parte delle coperture verrà attinta dal Fondo, e dunque mancherebbero adeguate rassicurazioni “sull’adeguatezza delle residue risorse che perverranno al Fondo di solidarietà a fronte della copertura di oneri di funzionamento a carattere permanente e dei fabbisogni di spesa prevedibili”.


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